Il Tirreno

Prato

Slittano al 1º settembre i controlli alle confezioni

Ritardi nelle assunzioni dei tecnici della prevenzione, rinvio di un mese e mezzo Oggi Rossi presenta il “patto di fiducia”: chi lo firma sarà controllato per ultimo

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PRATO. Slitta al 1° settembre il piano straordinario di controlli alle confezioni cinesi voluto dal presidente della Regione Enrico Rossi dopo l’incendio della confezione Teresa Moda di via Toscana nel quale lo scorso 1° dicembre morirono sette operai cinesi.

La novità è emersa nelle ultime ore e il principale motivo dello slittamento (i controlli a tappeto avrebbero dovuto iniziare il 14 luglio, come comunicato a giugno dalal stessa Regione) è costituito dal fatto che non si è riusciti ad assumere tutti i 74 tecnici della prevenzione previsti dal piano. Al momento all’appello ne mancano 19, perché ci sono state molte rinunce e ci sono ritardi nello scorrimento della graduatoria, spiega Aldo Fedi, direttore del Dipartimento di prevenzione dell’Asl.

Per quanto riguarda Prato, su 50 tecnici previsti ne sono stati assunti 42. Dei 24 previsti tra Firenze e Pistoia ne mancherebbero ancora 11. Pochi anche i tesserini di ufficiale di polizia giudiziaria che sono stati rilasciati dalla Prefettura, per ora solo 11.

Il Comune di Prato precisa che i controlli alle aziende cinesi da parte della polizia municipale e del gruppo Interforze proseguono regolarmente. Gli ispettori che fanno parte del nucleo speciale voluto da Rossi completeranno il 30 agosto il corso di formazione necessario ad ottenere la necessaria qualifica di ufficiale di polizia giudiziaria.

In questi 45 giorni prima dell'avvio delle operazioni di controllo saranno svolte attività di informazione ai cittadini sulle modalità di svolgimento delle verifiche. Tutte le informazioni al riguardo saranno fornite oggi alle 15 nella Sala stampa di Palazzo Strozzi Sacrati nella conferenza stampa "Patto lavoro sicuro a Prato e dintorni. Stato dell'arte", con il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, il sindaco di Prato Matteo Biffoni e Renzo Berti, coordinatore del Piano straordinario dei controlli.

Ai confezionisti cinesi verrà proposto di firmare un “patto di fiducia” col quale si impegnano a mettersi in regola in tema di utilizzo della manodopera e sicurezza sul lavoro. In cambio otterrebbero la possibilità di non essere controllati per primi. Dunque non una moratoria sul rispetto delle regole ma un aggiustamento all’italiana, che verosimilmente provocherà altre polemiche. A garantire per i confezionisti che vogliono mettersi in regola sarebbero le associazioni di categoria (che potrebbero acquistare nuovi iscritti, anche se l’iscrizione non è obbligatoria).

Nel frattempo proseguiranno i controlli ordinari delle forze dell’ordine, su iniziativa e su segnalazione dei cittadini. Come si vede, un sistema che dovrà essere messo alla prova dei fatti e di cui oggi si saprà qualcosa di più. (p.n.)

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