Sicurezza
Le donne in nero manifestano per la pace e danno la colpa a Israele
Protesta silenziosa in piazza del Comune contro la guerra nella Striscia di Gaza: «Lo stato ebraico col suo comportamento ha provocato la reazione dei palestinesi»
PRATO. In cerchio vestite di nero, cinque minuti di silenzio e poi la lettura di un'appello al Governo e all'Europa di prendere una posizione netta e intervenire immediatamente con azioni decise e concrete per fermare il conflitto israelo-palestinese. Dopo 23 anni le donne in nero di Prato (la prima volta si trovarono nel 1991 per condannare la guerra del Golfo) tornano a protestare in piazza con un' iniziativa organizzata a tempi di record dalle “Le Mafalde”.
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«Le donne in nero - ha ricordato Vittoria Ciolini, una delle organizzatrici insieme a Nora Toccafondi – rifiutano la logica della guerra come soluzione ai problemi. Israele con la deviazione dei fiumi, la colonizzazione dei territori e la costruzione del muro ha provocato la reazione del popolo Palestinese innescando una spirale di violenza». Il flash mob si è ispirato ad un gruppo di donne arabe e israeliane che ogni venerdì pomeriggio nel 1988 manifestavano insieme contro l'occupazione dei territori. «Il nostro è un piccolo gesto – ha ricordato Nora Toccafondi – per manifestare il nostro pensiero, in poco tempo siamo riuscite ad organizzarci per dire no all' occupazione».
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