Gioco
«Siamo favorevoli all’ipotesi ma serve una contropartita»
PRATO. Non solo un coro di no all’ampliamento dell’aeroporto di Peretola. C’è chi pensa che questa infrastruttura possa giovare decisamente al distretto pratese, auspicando comunque un impatto il...
PRATO. Non solo un coro di no all’ampliamento dell’aeroporto di Peretola. C’è chi pensa che questa infrastruttura possa giovare decisamente al distretto pratese, auspicando comunque un impatto il meno possibile traumatico per il territorio. A guidare il partito dei sì, pur con gli opportuni distinguo, è il fronte delle forze economiche capitanato dalla Camera di commercio, espressione delle categorie.
«Come ente camerale siamo favorevoli allo sviluppo del territorio e delle infrastrutture – dichiara il presidente Luca Giusti– . Quanto alle proteste che da più parti si levano in città, credo che sia legittimo contestare ma alla fine arriva un momento in cui bisogna rispettare la decisione di chi è chiamato a operare una scelta sia pure diversa dalle proprie posizioni. Da che mondo e mondo, il potenziamento delle vie di comunicazione ha sempre avvantaggiato lo sviluppo di un territorio». Secondo il presidente della Camera di commercio, ogni protesta è legittima ma dall’altra parte della barricata «è mancata una capacità di proposta».
«Prato forse ha peccato nel valutare la possibilità di contropartita: si doveva aprire un percorso in cui contrattare le possibili ricadute positive sul territorio. Per questo, a mio avviso, in generale c’è stata poca lungimiranza nell’affrontare il tema a livello politico. Non parlo di scambio, ma se dall’altra parte mi viene detto che con l’ampliamento della pista Prato avrà dei vantaggi, avrei messo nero su bianco quali. Ne dico due su tutti: i posti di lavoro e un collegamento in tramvia con la piana». Di “contropartita” parla apertamente anche il presidente della Confindustria pratese Andrea Cavicchi, che spinge sul tasto dell’ammodernamento infrastrutturale «con l’auspicio però di non dover subire tutto l’impatto sul territorio». «Il sacrificio di Prato deve trovare un elemento di compensazione, come il collegamento con una metropolitana di superficie con Peretola e la piana fiorentina». Tra il no dei comitati, associazioni , la maggioranza dei partiti, sei Comuni (Prato, Campi, Calenzano, Sesto Fiorentino, Poggio a Caiano, Signa) e il sì di Camera di commercio e Confindustria pratese, c’è una terza posizione più possibilista che è quella di Rete Imprese Italia (espressione di Confartigianato, Cna, Confcommercio e Confesercenti). «Non siamo né favorevoli, né contrari all’ampliamento della pista – puntualizza il presidente Mauro Lassi – . Il punto di partenza è un’integrazione fra i due aeroporti ma bisogna evitare di costruire un doppione dello scalo pisano». (m.l.)
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