Sicurezza
Pretende di scendere prima della fermata e manda all'ospedale l’autista del bus
Aggressione a Prato su un mezzo della Lam in transito da piazza San Marco: il conducente della Cap è stato preso a pugni, l’esagitato è stato fermato dai carabinieri
PRATO. Voleva scendere prima della fermata e quando l’autista gli ha detto che avrebbe dovuto attendere ha perso la testa e lo ha preso a pugni, mandandolo all’ospedale. Grande trambusto oggi pomeriggio, 15 luglio, su un bus della Lam in transito da piazza San Marco. C’è voluto l’intervento di due pattuglie del Nucleo radiomobile dei carabinieri per riportare alla calma un passeggero italiano che poi è stato portato al Comando provinciale di via Picasso per accertamenti.
È accaduto poco dopo le 17 sul lato della piazza accanto all’edicola, dove il conducente del bus è stato costretto a fermarsi perché tempestato dai pugni del passeggero. Secondo quanto riferito dai carabinieri, quest’ultimo avrebbe chiesto insistentemente all'autista di fermarsi per far salire anche un amico rimasto a piedi. Al diniego dell'autista ha chiesto allora di fermarsi subito. L'autista però si è rifiutato di effettuare una fermata straordinaria e aprire le porte allora è scattata la violenza. Il passeggero, un italiano, senzatetto di 40 anni, probabilmente in stato di alterazione per qualche bicchiere di troppo, ha cominciato a tempestare di pugni e schiaffi il conducente del bus che è stato costretto a fermarsi in piazza S. Marco. All’arrivo della prima pattuglia dei carabinieri, che si trovava nei paraggi, l’aggressore, riferiscono i militari, stava ancora infierendo sull’autista, che poi è stato soccorso da un’ambulanza della Misericordia di Grignano e portato in ospedale per le contusioni alla testa. L’esagitato è stato ridotto alla calma, ammanettato e portato in caserma. Il bus è rimasto fermo per circa mezz’ora. Tre i reati di cui dovrà rispondere: interruzione di pubblico servizio, lesioni personali e resistenza a pubblico ufficiale.
Recentemente la Cap ha promosso un corso per “mediatori di conflitto”, operatori che dovrebbero facilitare il pagamento del biglietto a quegli stranieri che hanno difficoltà nei rapporti con autisti e controllori, ma in questo caso l’aggressore italiano e parlava la stessa lingua dell’autista. Quello delle aggressioni ai conducenti del bus è un problema più volte sollevato dai dipendenti della Cap. (p.n.)
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