Il Tirreno

Prato

Prato affila le armi contro Peretola

Prato affila le armi contro Peretola

Associazioni e partiti si preparano allo scontro di Firenze, dove il Consiglio regionale oggi discute la variante al Pit

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Aeroporto di Peretola, un anno dopo. Nulla è cambiato, ma stavolta la pista convergente parallela ingrana per davvero la marcia. Era il 24 luglio 2013 quando la variante al Pit (Piano d’indirizzo territoriale) veniva adottata in consiglio regionale tra mille proteste. Ora si consuma l’atto definitivo: l’approvazione di quello strumento, oggi e domani, sempre in consiglio regionale. Un boccone troppo amaro da inghiottire per il mondo dei comitati e per un blocco bipartisan di forze politiche che va da Forza Italia a Sel e passa dal Movimento 5 Stelle, pronti a salire nuovamente sulle barricate contro il governatore Enrico Rossi, con un presidio di protesta in programma per oggi in via Cavour alle 16. Puntuale e agguerrito come sempre, il comitato “No aeroporto” alla testa della mobilitazione.

«Sono invitati a partecipare tutti, cittadini, comitati e forze politiche. In questi tre anni come comitato “No aeroporto” – ricordano il presidente Paolo Paoli e il vice Lucio Lamanna - abbiamo cercato di dare alternative, non è vero che ci preoccupiamo solo dell’orto di casa». Alza la voce il comitato auspicando una presa di coscienza dei consiglieri regionali su un voto ritenuto cruciale per il futuro della salute dei pratesi. «In caso di approvazione – dicono - li riterremo corresponsabili sull’eventuale aggravamento della salute dei cittadini della piana, danni erariali, patrimoniali, che dovessero dipendere da quella scellerata infrastruttura costituita dal nuovo aeroporto di Peretola». Questa pista parallela convergente, insomma, non s’ha da fare e si preannuncia una nuova spaccatura in casa Pd. Sicuro il voto contrario (è probabile che la votazione alla variante del Pit slitti a domattina) dei consiglieri pratesi Fabrizio Mattei e Rudi Russo (Centro democratico). Un punto interrogativo riguarda la lunghezza della pista che, nel documento della variante al Pit, è fissata in 2mila metri mentre Enac, nelle osservazioni fatte pervenire all’inizio del 2014, ne chiedeva 2400. Per questo, per Rita Pieri (capogruppo Forza Italia) è importante «come il Comune portare avanti il ricorso al Tar contro il Pit regionale avviato nel novembre 2013». Anche il consigliere Dante Mondanelli, per la lista “Prato con Cenni”, punta sulla giustizia amministrativa e punzecchia la giunta Biffoni perché sul ricorso al Tar manifesti maggiore fermezza. «Il tribunale amministrativo non si pronuncia senza il prelievo degli atti da parte del sindaco. Comunque, per onestà intellettuale, penso che da pratesi bisognerebbe ringraziare Mattei per la sua coerenza e per il suo tentativo di far mancare il numero legale in commissione regionale». No secco anche da Federazione della sinistra, in testa Leonardo Becheri e Alessandro Bonanni: «Se necessario, ci mobiliteremo come i No Tav». Sul piede di guerra anche Legambiente (per Paolo Balestri «la variante è già superata nei fatti nel momento in cui Enac e Adf vogliono farla di 2400 metri») e Aldo Milone della lista “Prato libera e sicura” («Prato continua e essere sacrificata agli interessi fiorentini»). Netta infine la posizione del Pd pratese, con il capogruppo in consiglio comunale Lorenzo Rocchi schierato per il fronte del “no” (anche lui parteciperà alla manifestazione). «La nostra è stata una posizione netta fin dall'inizio, in barba a chi diceva che dopo le elezioni avremmo cambiato rotta. I Comuni della piana fiorentina cercano in Prato una guida, racchiusa nel documento che giovedì abbiamo approvato all’unanimità in consiglio».

Maria Lardara

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa