Il Tirreno

Prato

Canone speciale Rai: «Non è sempre dovuto»

Dopo la pioggia di solleciti di pagamento Confcommercio avverte: «Prima di pagare, chiamateci»

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PRATO. In questi giorni anche in provincia di Prato la Rai ha fatto recapitare agli imprenditori un sollecito di pagamento del “canone speciale alla televisione”. Confcommercio invita però a fare attenzione: non tutti, infatti, sono tenuti al pagamento del nuovo tributo.

«Si è sparsa la voce che il canone interessi tutti coloro che possiedono computer, Iphone, Ipad o simili, ma non è affatto così – spiega il presidente della Confcommercio Canio Molinari – la legge prevede che debba essere pagato da chiunque abbia in azienda uno o più apparecchi muniti di sintonizzatore, quindi adatti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni televisive, indipendentemente dall’uso che ne fa. Ne è stato stilato un elenco che invito gli operatori a verificare, prima di pagare il bollettino allegato alla lettera Rai. Anche perché ad una lettura superficiale perfino i sistemi di videosorveglianza risulterebbero tassabili e non è davvero accettabile».

Confcommercio tiene poi a sottolineare che chiunque abbia dubbi a riguardo può contattare i suoi uffici: «Chi lo desidera può contattare i nostri uffici al numero di telefono 057443801 per fare una verifica insieme agli esperti del nostro Front Office – prosegue il presidente della Confcommercio – purtroppo accade spesso che le norme non siano affatto chiare e che qualcuno, pur di non avere problemi e non incorrere in sanzioni, paghi anche se non dovrebbe. Meglio però prendersi del tempo in più per fare i dovuti accertamenti».

L’importo del canone speciale richiesto dalla Rai va da un minimo di 200 euro fino a 6.800 euro l’anno. «Una cifra che va ad aggiungersi ad altri oneri, in un quadro complessivo di fiscalità pesantissimo per le imprese», dicono dalla Confcommercio. Intanto, l’associazione di categoria si è mobilitata anche a livello nazionale per chiedere una immediata modifica del provvedimento.

Già tra il 2006 e il 2008 molte famiglie italiane avevano ricevuto la richiesta di pagamento anche per i “computer collegati in rete. Un’iniziativa, quella presa dalla Rai, che scatenò la protesta sostenuta poi dalle associazioni di consumatori.Dopo le proteste dell'Aduc e di altre associazioni di consumatori, le richieste alle famiglie di pagare il canone sul computer sono improvvisamente sparite per riapparire ora, identiche, ma rivolte alle aziende.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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