La protesta
Un incontro dedicato ai giovani per costruire il futuro del Centro Pecci di Prato
Appuntamento mercoledì 16 luglio nell’anfiteatro del museo. I ragazzi davanti all’assessore Mangani e ad esponenti di enti e associazioni risponderanno alla domanda: “Come possono diventare coinvolgenti le arti contemporanee ?”
PRATO. «Ho fiducia nei giovani e da loro mi aspetto proposte importanti per il futuro del nostro museo» così il direttore del Centro Pecci Fabio Cavallucci, invitandoli all’incontro di mercoledì 16 luglio alle 21 nell’anfiteatro del museo, terza tappa del progetto di ascolto voluta dal direttore.
Dopo l’aperitivo alle 20 i giovani saranno i protagonisti della serata, rispondendo alla domanda “Come possono diventare coinvolgenti le arti contemporanee ?”. Ad ascoltarli anche l’assessore alla cultura Simone Mangani, Rosanna Tocco, responsabile di Officina Giovani, Jonathan Targetti, presidente dell’associazione Warehouse e Distretto Parallelo e Andrea Bertini, presidente dell’associazione Il Pentolone. E così arriveranno riflessioni e proposte sul Centro Pecci e su come vorrebbero che fosse, «solo luogo per il tempo libero oppure anche strumento per stimolare la curiosità verso l’arte e la cultura del nostro tempo e in che modo ?» .Dopo l’incontro, dj set con Alessandro Beccaglia, per una serata tutta gratis.
Il 15 luglio invece prima tappa del direttore Cavallucci con realtà artistiche particolarmente attive a livello regionale. Infatti alle 18.30 presso il teatro Pietro Aretino di via Bicchieraia 26 ad Arezzo, incontrerà non solo gli addetti ai lavori del mondo dell’arte e gli operatori culturali ma anche gli aretini insieme all’assessore alla cultura Pasquale Giuseppe Macrì e al direttore della Galleria Civica Fabio Migliorati.
Come centro di coordinamento regionale per l’arte contemporanea, il museo Pecci intende dialogare con le altre realtà su quali rapporti di collaborazione si possono creare a livello artistico e culturale. La scelta di Arezzo come prima tappa coincide anche con una particolare attenzione verso il contemporaneo evidenziato dal successo della rassegna “Icastica”, tutt’ora in corso.
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