Sicurezza
Prato, bilancio di previsione rinviato ad agosto
Il Comune valuta se aumentare dello 0,8 per mille l’aliquota sulle prime case rinforzando anche le detrazioni. Faltoni: "Piccoli sacrifici per tutti. E' l'ora della responsabilità"
PRATO. «Dovranno essere fatti piccoli sacrifici da tutti. Ma i cittadini stiano tranquilli, non ci saranno tagli dolorosi dei servizi». L’assessore al Bilancio Monia Faltoni è alle prese con un sudoku difficile: far tornare i numeri del bilancio di previsione. Grandi possibilità di manovra la giunta Biffoni, a mano di carte date, non le ha. Ha però la possibilità di usare un po’ di tempo in più: il governo infatti, su richiesta dell’Anci, ha rinviato la data per l’approvazione definitiva delle manovre dei Comuni, spostando l’asticella dal 30 aprile al 30 settembre. «Ma nostra intenzione - spiega Faltoni - è quella di andare all’approvazione definitiva in un consiglio agostano la cui data è ancora da determinare. Anche perché - prosegue l’assessore - il governo non ha modificato la data ultima per la decisione sulle aliquote Tasi che è rimasta al 10 settembre». Dunque Prato approverà tutto insieme: bilancio di previsione e nuove aliquote Tasi, si presume, a fine agosto.
I numeri con i quali la giunta Biffoni deve far i conti non sono nuovi ma contenuti nella “famigerata” delibera di indirizzi numero 99 approvata dalla scorsa giunta meno di due mesi prima del voto (il 2 aprile scorso) e che suscitò una ridda di polemiche e di preoccupazioni. «Il fabbisogno in termini di spesa corrente era ed è di 24 milioni - continua Faltoni - tutto sta capire quali servizi rimodulare, dove tagliare e in che misura aumentare la pressione fiscale».
Le tasse aumenteranno, per forza di cose. E’ stato chiaro ben prima che la scorsa legislazione finisse: meno trasferimenti statali, meno entrate per bollette e bollettini per colpa della crisi, tagli imposti dal governo (il 5 %, per esempio, sugli appalti per i servizi). Unica boccata d’ossigeno possibile: lavorare sulla nuova tassazione Tasi (l’imposta sui servizi indivisibili: taglio del verde, illuminazione pubblica ecc ecc) che va a colpire tutti: proprietari di immobili, di prima case, inquilini.
La giunta Cenni stabilì le aliquote: 2,5 per mille sulle prime case con un introito di circa 17 milioni di euro (con una evasione stimata al 15% per un importo complessivo di poco più di 15 milioni, secondo le stime Sori); aliquota dell’uno per mille sulle seconde case che pagano anche l’Imu al 9,6 per mille e la cui somma porta l’aliquota al massimo possibile. La giunta Biffoni non si discosterà molto dalle decisioni dei predecessori. L’unica operazione possibile sarà - nel caso - aumentare di un ulteriore 0,8% l’imposizione sulla prima casa, portando l’aliquota al massimo: al 3,3 per mille.
«Stiamo valutando la cosa» afferma Faltoni. In questo caso il Comune dovrà decidere quale e quanta parte dell’0,8 per mille (che vale altri 5-6 milioni di euro) destinare alle detrazioni. Simulazioni che spetteranno a Sori: se le detrazioni verranno applicate solo ai piccoli appartamenti (con un valore catastale fino a 300 euro, per una metratura di una sessantina di metri quadrati), nella casse comunali entreranno altri 2-3 milioni che porteranno il “pacchetto” complessivo di nuove entrare molto vicino ai 20 milioni di euro.
Gli altri quattro verranno reperiti con una nuova spending review: tagli dove possibili alle spese del Comune, riequilibrio dei servizi. «Decisioni però - afferma l’assessore Faltoni - che devono essere ancora prese e per le quali occorre un’analisi complessiva dei vari settori dell’ente. E’ comunque evidente - conclude - che far tornare i conti nel bilancio di previsione non sarà cosa banale. Noi ci assumeremo tutte le responsabilità del caso».
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