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Prato, bilancio di previsione rinviato ad agosto

di Cristina Orsini
Prato, bilancio di previsione rinviato ad agosto

Il Comune valuta se aumentare dello 0,8 per mille l’aliquota sulle prime case rinforzando anche le detrazioni. Faltoni: "Piccoli sacrifici per tutti. E' l'ora della responsabilità"

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PRATO. «Dovranno essere fatti piccoli sacrifici da tutti. Ma i cittadini stiano tranquilli, non ci saranno tagli dolorosi dei servizi». L’assessore al Bilancio Monia Faltoni è alle prese con un sudoku difficile: far tornare i numeri del bilancio di previsione. Grandi possibilità di manovra la giunta Biffoni, a mano di carte date, non le ha. Ha però la possibilità di usare un po’ di tempo in più: il governo infatti, su richiesta dell’Anci, ha rinviato la data per l’approvazione definitiva delle manovre dei Comuni, spostando l’asticella dal 30 aprile al 30 settembre. «Ma nostra intenzione - spiega Faltoni - è quella di andare all’approvazione definitiva in un consiglio agostano la cui data è ancora da determinare. Anche perché - prosegue l’assessore - il governo non ha modificato la data ultima per la decisione sulle aliquote Tasi che è rimasta al 10 settembre». Dunque Prato approverà tutto insieme: bilancio di previsione e nuove aliquote Tasi, si presume, a fine agosto.

I numeri con i quali la giunta Biffoni deve far i conti non sono nuovi ma contenuti nella “famigerata” delibera di indirizzi numero 99 approvata dalla scorsa giunta meno di due mesi prima del voto (il 2 aprile scorso) e che suscitò una ridda di polemiche e di preoccupazioni. «Il fabbisogno in termini di spesa corrente era ed è di 24 milioni - continua Faltoni - tutto sta capire quali servizi rimodulare, dove tagliare e in che misura aumentare la pressione fiscale».

Le tasse aumenteranno, per forza di cose. E’ stato chiaro ben prima che la scorsa legislazione finisse: meno trasferimenti statali, meno entrate per bollette e bollettini per colpa della crisi, tagli imposti dal governo (il 5 %, per esempio, sugli appalti per i servizi). Unica boccata d’ossigeno possibile: lavorare sulla nuova tassazione Tasi (l’imposta sui servizi indivisibili: taglio del verde, illuminazione pubblica ecc ecc) che va a colpire tutti: proprietari di immobili, di prima case, inquilini.

La giunta Cenni stabilì le aliquote: 2,5 per mille sulle prime case con un introito di circa 17 milioni di euro (con una evasione stimata al 15% per un importo complessivo di poco più di 15 milioni, secondo le stime Sori); aliquota dell’uno per mille sulle seconde case che pagano anche l’Imu al 9,6 per mille e la cui somma porta l’aliquota al massimo possibile. La giunta Biffoni non si discosterà molto dalle decisioni dei predecessori. L’unica operazione possibile sarà - nel caso - aumentare di un ulteriore 0,8% l’imposizione sulla prima casa, portando l’aliquota al massimo: al 3,3 per mille.

«Stiamo valutando la cosa» afferma Faltoni. In questo caso il Comune dovrà decidere quale e quanta parte dell’0,8 per mille (che vale altri 5-6 milioni di euro) destinare alle detrazioni. Simulazioni che spetteranno a Sori: se le detrazioni verranno applicate solo ai piccoli appartamenti (con un valore catastale fino a 300 euro, per una metratura di una sessantina di metri quadrati), nella casse comunali entreranno altri 2-3 milioni che porteranno il “pacchetto” complessivo di nuove entrare molto vicino ai 20 milioni di euro.

Gli altri quattro verranno reperiti con una nuova spending review: tagli dove possibili alle spese del Comune, riequilibrio dei servizi. «Decisioni però - afferma l’assessore Faltoni - che devono essere ancora prese e per le quali occorre un’analisi complessiva dei vari settori dell’ente. E’ comunque evidente - conclude - che far tornare i conti nel bilancio di previsione non sarà cosa banale. Noi ci assumeremo tutte le responsabilità del caso».

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