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Morì sulla Calvana Il giudice dispone una nuova perizia

Morì sulla Calvana Il giudice dispone una nuova perizia

PRATO. Il giudice dell'udienza preliminare ha disposto ieri una nuova perizia nell'ambito del procedimento penale contro un medico e due operatrici della centrale del 118 di Firenze che sono accusati...

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PRATO. Il giudice dell'udienza preliminare ha disposto ieri una nuova perizia nell'ambito del procedimento penale contro un medico e due operatrici della centrale del 118 di Firenze che sono accusati di omicidio colposo in relazione alla morte del piccolo Franco Lori, il bambino di 11 anni morto il 26 giugno del 2011 durante una gita organizzata dalla parrocchia di Paperino sulla Calvana.

La perizia sulle cause della morte del bambino è stata chiesta dai difensori di due dei tre imputati (ai quali si è associato il terzo), che ora dovranno nominare entro il 31 luglio i propri consulenti.

Il sostituto procuratore Lorenzo Gestri non si è opposto. I risultati della perizia verranno esaminati in un successivo incidente probatorio. Il procedimento è dunque destinato a durare ancora altri mesi perché l’esame non sarà completato prima dell’autunno inoltrato.

Nel corso dell'udienza davanti al gup l'avvocato Dimitri Caciolli, che rappresenta i familiari del bambino costituiti parte civile, ha dato l'assenso all'espletamento della nuova perizia, ma è tornato a criticare indirettamente l'operato della Procura parlando di un'inchiesta che è stata condotta «a 180 gradi».

L'avvocato non ha fatto esplicitamente il nome del parroco di Paperino, ma non è un mistero che i genitori del bambino morto si sono da subito contrapposti alla parrocchia, sostenendo che era stato imprudente organizzare la gita sulla Calvana in una giornata particolarmente calda (l'ipotesi, sulla base della perizia medica disposta dalla Procura, è che Franco Lori sia morto per un colpo di calore).

La Procura non commenta, ma dagli elementi raccolti in due anni di indagini sono emersi indizi solo a carico degli operatori della centrale 118, in particolare per il presunto ritardo nei soccorsi, arrivati prima da terra e solo dopo un’ora dal cielo.

I genitori avrebbero potuto denunciare il parroco chiedendo di accertare le sue eventuali responsabilità, ma in questi due anni non lo hanno fatto.

Paolo Nencioni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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