Lutto
L’allarme del sindacato: «Roma ignora il Tribunale di Prato»
La Funzione pubblica Cgil rivela che per gli uffici giudiziari pratesi sono stati messi a bando solo tre posti, rispetto ai 14 di Firenze, ai 9 di Siena, ai 7 di Livorno. Iorio: "Se la giustizia non funziona, questa città non riparte"
PRATO. Roma continua a ignorare Prato. Lo fa notare la Funzione pubblica della Cgil a proposito degli organici del Palazzo di giustizia, per il quale sono stati banditi solo tre posti, di fronte a storiche carenze di organico. «Purtroppo siamo alle solite - commenta Giovanni Iorio, segretario della Funzione pubblica - aspettavamo buone nuove per la giustizia pratese, ma siamo rimasti ancora una volta a bocca asciutta. Con l'ultimo interpello bandito il 30 giugno scorso - spiega Iorio - il Ministero continua ad ignorare l'emergenza pratese, continua nella sua linea di assoluta indifferenza nei confronti dei disagi dei lavoratori dei nostri uffici giudiziari, ignora gli interessi dei cittadini di questo territorio che aspettano da tempo una giustizia più efficiente. Un solo posto di direttore amministrativo per il Tribunale, un posto di cancelliere per Procura e Giudice di pace, niente per l'Unep (l’ufficio esecuzioni e protesti, ndr) che solo un mese e mezzo fa aveva scioperato in modo compatto per protestare contro l'organico ridotto all'osso. In queste condizioni non si può garantire un servizio di qualità in tempi ragionevoli, la mole di lavoro aumenta sempre più, il personale diminuisce, la sfiducia aumenta».
La Cgil ha fornito anche i numeri relativi alle altre sedi giudiziarie in Toscana, dai quali si ricava che sono stati messi a bando 14 posti a Firenze, 9 a Siena, 7 a Livorno, 5 a Pisa e Pistoia. Tutte sedi che hanno organici più adeguati di quello di Prato. «Da ciò si deduce - commenta il sindacato - che in tutti gli uffici giudiziari di Prato potranno pervenire al massimo tre unità di personale a fronte di oltre 30 posti scoperti e nel contempo potenzialmente potrebbero andare via almeno una dozzina di unità, vanificando ogni ipotesi di riorganizzazione virtuosa del servizio giustizia nella nostra realtà».
"Ogni tre mesi diamo le statistiche di quello che facciamo al Ministero - hanno poi spiegato i rappresentanti dei cancellieri e degli ufficiali giudiziari durante una conferenza stampa all'ingresso del Palazzo di giustizia - e non capiamo perché a parità di carichi di lavoro ci danno la metà delle risorse rispetto ad altri. Basterebbero piccoli correttivi per migliorare la situazione". "Di fatto - hanno aggiunto - ci dicono che siamo bene come stiamo. Con questi posti messi a bando nessuno verrà a Prato, anche se volesse, mentre alcuni potrebbero andare a Firenze".
"Noi ci mettiamo la faccia - dice Valeria Santini - e qualcuno presenta esposti contro i nostri presunti ritardi". Il riferimento implicito è alla diffida notificata in questi giorni dall'avvocato Massimo Taiti a nome del Movimento avvocati pratesi che protesta per la mancata liquidazione di notule per due milioni di euro, dando la colpa alla mancata trasmissione di atti dal Tribunale di Prato alla Corte d'Appello di Firenze. A questo proposito non sembra un caso l'affissione del cartello affisso ieri, 10 luglio, sulla porta della cancelleria delle spese di giustizia, che invita a non chiedere informazioni "se non strettamente attinenti all'attività dell'ufficio". Cartello puntalmente riprodotto sulla pagina Facebook del Movimento.

"Se non funziona la giustizia questa città non riparte - ha avvertito Giovanni Iorio - Chi deve investire andrà altrove. Fino a qualche tempo fa c'era un ordine politico, la giustizia doveva schiantare. Poi è arrivata la crisi, ma ci vuole un'inversione di tendenza". Accanto a lui ci hanno messo la faccia, oltre a Valeria Santini, Vincenzo Chillà, Walter Vizzini, Salvatore Pennisi e Daniele Vannucchi.
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