Il Tirreno

Prato

Prato, Aci: «Sul centro storico manca una pianificazione complessiva»

di Vezio Trifoni
Prato, Aci: «Sul centro storico manca una pianificazione complessiva»

Intervento del direttore Giorgio Bartolini: «Prima di intervenire sulla mobilità occorre avere un quadro generale della città»

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PRATO. Anche l'Aci di Prato interviene sul confronto tra esercenti e residenti sulla cosiddetta “movida” in centro storico. «L'obiettivo è quello di capire il futuro del cosiddetto “centro storico” - esordisc eil direttor dell’Aci di Prato Giorgio Bartolini - se poichè poniamo a disposizione della città le sue competenze e finanche le sue opinioni è nell'interesse pubblico dell'ente essere partecipi».

Come pensate il centro storico di Prato? « Il concetto di centro storico come area statica, definita e confinata dalla cerchia delle mura trecentesche, assoggettata ad una gestione solo di tipo conservativo e protezionistico è superato. Propendiamo invece per la definizione dell’area del centro urbano, che comprende sia il nucleo entro le mura che una area di prima cintura, orientativamente estesa a Nord fino alla zona del Fabbricone ed alla Pietà, ad Ovest fino alla via delle Segherie, a Sud fino all’asse Marco Roncioni/Zarini e ad Est fino alla via Valentini».

«Come secondo aspetto - prosegue Bartolini - emerge la mancanza di una pianificazione complessiva, che immagini un indirizzo ed i modi per attuarlo; il piano dovrebbe superare l’indirizzo conservativo per introdurre coraggiosamente elementi di innovazione sia dal punto di vista edilizio che funzionale e normativo come per esempio il bypass sotterraneo da via Arcivesco Martini a via Cavallotti/viale Galilei; che rompa la impermeabilità del nucleo murato senza interessare la rete superficiale e liberi dal traffico di passaggio piazza Mercatale. Al noto tema dell’ospedale e dell’area circostante, riteniamo necessari alcuni piani particolareggiati, destinati a curare aspetti particolari dell’area urbana più fitta, ad esempio il verde urbano, il waterfront, l’adeguamento della rete fognaria per ovviare al problema delle fosse biologiche interne, le mura trecentesche ed i bastioni e un piano particolareggiato per piazza Mercatale».

La vostra opinione sui varchi elettronici? «La gestione della mobilità non può limitarsi alla discussione varchi si/varchi no, oppure ai divieti della ZTL ed APU - continua Bartolini - occorrono uno studio serio sulla circonvallazione, che a nostro avviso porterà fatalmente al bypass prima citato; una analisi delle necessità e degli stili di vita degli utenti del centro urbano, residenti ed utilizzatori; un piano dei parcheggi, rivolto alla costruzione e gestione di un sistema organico ed utile, che tenga conto delle mutate caratteristiche della domanda e dell’evoluzione tecnologica. Forse in questa situazione sarebbero tanti gli interventi ma come dice l’architetto Barberis senza un quadro generale di dove vogliamo portare il centro ubano, ogni intervento rischia di essere vanificato oppure fine a se stesso. Progettare significa comunicare fiducia perché si è disegnato un futuro possibile e noi crediamo che la città abbia bisogno principalmente di questo».

 

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