Tre nidi chiuderanno i battenti a causa del crollo delle iscrizioni
Solo dieci nuovi bambini negli asili comunali “La Valle incantata”, “La Mongolfiera” e “Il Castellare” Le sette insegnanti destinate alla pensione o ad essere ricollocate altrove, ma sono a rischio le precarie
PRATO. Tre nidi comunali - La Valle incantata a Santa Lucia, la Mongolfiera a Grignano e Il Castellare di via Cialdini - a settembre non riapriranno per mancanza di iscrizioni, dieci in tutto. L'ennesimo effetto della crisi economica che mette a rischio dei posti di lavoro. Le insegnanti che lavorano nelle tre strutture sono 7, tre andranno in pensione entro febbraio, le altre saranno ricollocate in altri asili nidi, ma questo inevitabilmente si ripercuoterà sulle precarie a cui non verranno assegnati nuovi incarichi. «Per il prossimo anno i tre nidi resteranno congelati, ma è innegabile l'effetto del crollo della della domanda - spiega l'assessore al personale Benedetta Squitteri - che porta alla riduzione dell' organico e alla perdita di competenze eccellenti. Alle insegnantI precarie, che da anni lavorano per l'amministrazione comunale (non viene indetto un concorso dal 1983, mente le ultime assunzioni risalgono al 2007), ci siamo impegnati a garantire orari a incarichi pieni, ovvero di sei ore anche in caso di supplenze. Questo garantisce anche una qualità del servizio, con tre ore spesso il loro compito si esauriva mentre i bambini dormivano».
Un nuovo modello di asilo nido. Squittieri ha anche convocato un tavolo con i dirigenti, i sindacati e l'assessore Maria Grazia Ciambellotti per cercare di ripensare ad un nuovo modello di asilo nido, fondato sulle reali esigenze delle famiglie. «Quello che funzionava fino al 2009 oggi non è più pensabile, i costi sono alti e le richieste sono cambiate. Vogliamo trovare una soluzione insieme a tutti gli altri attori coinvolti». Una possibile strada potrebbe essere anche una risposta più veloce in modo che le famiglie non si rivolgano ad altre strutture o orari più elastici. «Si potrebbe ipotizzare la conferma del posto nei primi mesi dell' anno e non a luglio». Per ora la giunta non ha ancora affrontato il problema delle rete: secondo uno studio compiuto dalla Regione in collaborazione con l'istituto degli Innocenti di Firenze il costo mensile di un bambino al nido è di 900 euro, il massimo della tariffa, a tempo pieno è di 600. La mancanza di richiesta incide sui costi; spesso restano vacanti alcuni posti e questo crea una squilibrio economico. Per cercare di riequilibrare la situazione la Regione Toscana lo scorso anno ha dimezzato le tariffe, creando immediatamente l'effetto esaurimento.
La rete di nidi Confartigianato. «Gli asili – spiega Rosaria Milazzo coordinatrice della rete nidi Confartigianato – non riesco a far fronte alle spese, hanno cercato anche di offrire moduli diversi, fino ad arrivare a tre ore al giorno, ma i risultati sono stati scarsi e i costi di gestione non si sono abbassati. A questo si aggiunge una perdita dal punto di vista pedagogico, il nido svolge una funzione importante». Per ora, comunque, nessuna grave sofferenza per i nidi della rete di Confartigianato. «A settembre - annuncia Milazzo - tutte le strutture verranno aperte, anche se la situazione resta delicata».
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