Sicurezza
Il nuovo Pecci quasi pronto, mancano arredi e allestimenti
La risistemazione della parte vecchia del museo resta ancora in attesa di copertura finanziaria. Ancora da decidere il destino di sei dipendenti licenziati. I dubbi sulla data dell’inaugurazione
PRATO. Manca solo da rivestire il “pennacchio”, ma entro pochi giorni il nuovo Centro Pecci sarà finito, almeno per quanto riguarda l’edificio disegnato da Maurice Nio. All’interno infatti è completamente vuoto, mancano tutti gli arredi e allestimenti, soprattutto a tutt’oggi non esiste una copertura finanziaria per risistemare il vecchio Pecci, ovvero l’edificio disegnati da Italo Gamberini, destinato ad accogliere la collezione permanente.
Il nuovo presidente – sindaco Matteo Biffoni insieme all’assessore alla cultura Simone Mangani ha già incontrato l’assessore regionale Sara Nocentini, ma l’incontro decisivo è stato fissato per l’ultima settimana di luglio con un obbiettivo ben preciso che non ammette rinvii. La regione infatti deve mantenere la promessa fatta alla precedente giunta, ma mai convertito in atti concreti, ovvero contribuire con un milione e 300 mila euro al recupero del vecchio edificio, ma anche altrettanti alla definitiva sistemazione dell’area verde esterna al nuovo edificio.
Sul tavolo anche il destino dei 9 licenziati, perché se per i tre addetti al Cid si apre uno spiraglio grazie alla nuova collaborazione con la biblioteca Lazzerini, restano altri 6 addetti da ricollocare. All’incontro in regione parteciperà anche l’assessore ai lavori pubblici Valerio Barberis, a cui spetta anche il delicato compito di individuare dove ricollocare tutte le installazioni “open air”, come la colonna spezzata dei Poirer e la mezzaluna di Staccioli, sul cui destino finora non è stata trovato unanimità nel cda del museo, che proprio oggi terrà una riunione.
Insomma sarà una settimana decisiva per il Centro Pecci, perché se la Regione farà fede ai proprio impegni finanziari, vorrà avere il giusto peso negli organi decisionali dell’unico museo regionale di arte contemporanea, magari dando il suo parere su un quesito importantissimo: inaugurare il nuovo museo prima del recupero del vecchio oppure tagliare solo il nastro del nuovo, magari a gennaio 2015?
Intanto il nuovo direttore Fabio Cavallucci sta continuando nel programma di “ascolto” dei cittadini pratesi sul futuro del Centro Pecci, che vedrà il terzo appuntamento fissato per mercoledì prossimo alle 21 nell’anfiteatro, Il giorno prima però il nuovo direttore però avrà il primo incontro fuori Prato, ovvero ad Arezzo, che proprio in questo periodo ha dato vita una insolita attività d’arte contemporanea. Cavallucci infatti è convinto che un museo regionale deve coordinare tutti i vari eventi d’arte contemporanea in toscana.
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