Sicurezza
Contestazione a Berlusconi, il processo slitta all’aprile 2015
Una donna di Vernio è accusata di resistenza a pubblico ufficiale durante i tafferugli davanti al Museo Pecci. A Palazzo Chigi si sono alternati altri tre presidenti del Consiglio, ma la giustizia va avanti coi suoi tempi
PRATO. A distanza di oltre cinque anni dai fatti, è approdato in aula, davanti al giudice monocratico Carmen Napolitano, il processo nei confronti di una donna di Vernio, Nicoletta Silva Orendo, accusata di resistenza a pubblico ufficiale in relazione ai tafferugli seguiti al comizio di Silvio Berlusconi all’anfiteatro del Museo Pecci, il 2 giugno 2009. Ma si dovrà attendere almeno fino al 15 aprile del 2015 per sapere se l’accusa è fondata oppure no, visto che il giudice ha rinviato a quella data dopo aver sentito alcuni testimoni. Nel frattempo, caduto Berlusconi, sulla poltrona di Palazzo Chigi si sono seduti altri tre presidenti del Consiglio, ma la giustizia italiana viaggia coi suoi tempi. Lenti.
La donna di Vernio, all’epoca trentunenne, fu fermata dalla polizia in viale della Repubblica perché un automobilista (si disse un militante del Pdl) aveva detto di aver subìto il danneggiamento del tergicristallo della sua auto. Alla richiesta dei documenti, ha sostenuto ieri un agente di polizia, la donna tentò di divincolarsi e lo colpì con uno schiaffo. Fu dunque portata in Questura insieme al padre, che era insieme a lei, e arrestata per resistenza (il giorno dopo fu rimessa in libertà). Quel pomeriggio alcune centinaia di persone si erano radunate davanti all’anfiteatro del Pecci per contestare Berlusconi.
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