Il Tirreno

Prato

Troppo chiasso la notte Ogni estate cambiano casa

di Maria Lardara
Troppo chiasso la notte Ogni estate cambiano casa

L’esasperazione di una coppia con figlio piccolo che abita in via Carbonaia Sott’accusa la rassegna serale di musica e incontri al cinema Terminale

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PRATO. Notti agitate in via Carbonaia. È il caro prezzo della movida pratese, se così la si può definire, e a pagarlo stavolta è una famiglia pratese che abita su quella strada, proprio accanto al cortile del Terminale dove l’associazione “Libertà è partecipazione” (Alp) organizza la rassegna “Il cielo sopra il cortile” con musica, cinema e incontri letterari fino a fine luglio.

Lui e lei, marito e moglie residenti da due anni e mezzo in un appartamento di proprietà confinante con il cinema. «Certamente non potevamo immaginare di ritrovarci ogni estate nella condizione di dover abbandonare la nostra abitazione», protestano Andrea e Chiara Passini. Proprio così. Residenti costretti a fare le valigie per sfuggire alla movida notturna. Per la giovane coppia “Il cielo sopra il cortile” è diventato una sorta di inferno accanto al cortile: Chiara e Andrea hanno una bimba di dieci mesi che di dormire non ne vuol sapere appena i decibel schizzano all’insù, per questo hanno preso la decisione di andare a dormire dai genitori a La Pietà.

«Con la bambina, è diventata una necessità lasciare casa – racconta Chiara - Fortunatamente siamo nella condizione di poter andare altrove, ma è davvero giusto non essere padroni della propria casa per un mese intero? Quando due anni e mezzo fa abbiamo ristrutturato questo appartamento eravamo convinti di avere come “vicini” semplicemente un cinema». Ce n’è anche per il Comune, reo per la coppia di concedere i permessi per queste rassegne senza valutare l’idoneità della location, in questo caso un cortile in mezzo alle case (la camera da letto dei coniugi Passini si affaccia su un cortile interno separato solo da un muro con gli spazi esterni del Terminale).

«Siamo stati a parlare più volte negli anni con gli organizzatori – incalza la giovane mamma - in particolare quest’anno, dopo che per ben due serate non era stato rispettato il limite orario per la musica. In loro ho trovato anche disponibilità ed educazione. Ma come è possibile reputare idoneo un cortile in cui si affacciano abitazioni per questo genere di manifestazioni? Permessi concessi molto superficialmente senza valutare se la sede fosse adatta e senza poi controllare che i decibel non superino i limiti di legge».

In via del Serraglio un residente, Luigi Curato, protesta per il volume, a suo dire, altissimo del Dj set messo da un commerciante durante il giovedì sera di negozi aperti. «Ce n’erano altri in centro, ma solo quello emetteva un rumore inaccettabile».

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