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Prato

Alberi malati a Prato: c’è il “medico" che li cura

di Azelio Biagioni
Alberi malati a Prato: c’è il “medico" che li cura

Sono 27mila le piante censite a Prato ma l’agronomo Marco Mascelli “visita” anche quelle non censite per stabilirne le condizioni e per evitare tragedie come quella del Parco delle Cascine a Firenze

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PRATO. E’ con cadenza triennale che viene eseguito il monitoraggio degli alberi a Prato. Un’azione di monitoraggio necessaria soprattutto dopo l’incidente di qualche giorno fa accaduto al Parco delle Cascina a Firenze dove una donna e il suo nipotino sono stati uccisi dalla caduta accidentale di un ramo. Piante a lberi censiti a Prato sono di poco superiori alle 27mile unità. Anche se gli interventi vengono fatti pure sugli alberi che non rientrano in quelli registrati. Un numero non basso, dunque, che richiede un attento controllo per capire quali sono le condizioni di salute di ogni singolo fusto e per evitare brutte sorprese. Quello che può essere definito il medico delle piante a Prato è l’agronomo Marco Mascelli.

Il Comune ha affidato la gestione del verde pubblico ad Asm Servizi dove Mascelli lavora. E' lui che segue la salute degli alberi, ne studia le avvisaglie così come un medico di famiglia fa con i mali dei propri pazienti. “I nostri controlli - spiega Mascelli – riguardano quella che è la stabilità delle piante e se è necessario o meno ricorrere ad interventi quali potature più o meno drastiche. Perché – sottolinea l’agronomo – il nostro interesse principale è tutelare l’incolumità delle persone. Non fa, ovviamente, testo se ci sono eventi atmosferici di una notevole portata che possono far cadere rami che erano sanissimi. Una volta effettuata, quindi, l’analisi se notiamo che un fusto è malato procediamo al suo abbattimento. E poi - dice Marco Mascelli – il curare le piante non è una scienza esatta. Loro, a differenza di noi essere umani, non parlano e non dicono quale problema le affligge”.

Dottor Mascelli, quali sono le avvisaglie che possono indicare la sofferenza di una pianta?

“Si parte dalle ferite al tronco e al colletto (la zona di passaggio fra il fusto e la radice a livello del terreno, ndr), se c’è la presenza di funghi al colletto e poi le carie e i buchi. Si guarda quindi lo stato di salute dell'albero, i suoi sintomi e le malformazioni. Sull’apparato radicale non si può dire nulla, sottoterra non si vede. Se necessario si procede ad indagini strumentali e qualora ci sia instabilità la pianta viene tagliata".

Nell’ipotesi che un ramo cada su un’auto in sosta, chi paga i danni?

“Nel caso di una giornata dove non si sono problemi legati al tempo tocca al Comune, diversamente non è responsabile. Faccio un esempio: se ci sono raffiche di vento fortissime e pioggia torrenziale in quel caso l’amministrazione comunale non risponde dei danni subiti dal veicolo”.

Ci sono alberi ai quali viene data maggiore attenzione? "Certamente e sono quelli posti lungo i viali e le piazze. E’ chiaro che se nevica o tira vento anche forte lungo un marciapiede le persone continuano a camminare a differenza di un giardino o di un parco. Verso queste, dunque, c’è un occhio di riguardo. Da considerare, inoltre, che questi alberi subiscono dei maltrattamenti, il loro trovarsi a ridosso di una strada non è certo favorevole ed hanno una vita minore rispetto ad esemplari simili ma che dimorano altrove".

Quanto è importante un’adeguata potatura?

"E’ molto importante. Nelle piante giovani, ad esempio, si opta per un tipo di potatura di formazione e mantenimento. Un modo di tagliare i rami che faccia sì che un domani non ci sia bisogno di un intervento più drastico. Sugli alberi che sono nelle piazze o nei viali adottiamo una potatura di contenimento, in modo che la pianta sia organizzata e sistemata per meglio resistere ai vari eventi atmosferici".

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