Gioco
Musica serale, famiglia costretta a trascorrere l’estate altrove
Prato, la protesta di una giovane coppia che abita in via Carbonaia accanto al Terminale. “Con la bambina piccola dobbiamo andare a vivere a casa dei genitori”
PRATO. Costretti a trascorrere l’estate dai genitori perché nella loro casa di via Carbonaia, che dà sul cortile del cinema Terminale, è impossibile vivere, ma soprattutto dormire. Accade a una coppia pratese, il cui disagio si è aggravato con la nascita di una figlia.
“Viviamo con nostra figlia di 10 mesi in via Carbonaia - racconta Chiara Mencarelli Passini - La nostra camera da letto affaccia su un cortile interno, di nostra proprietà, separato solo da un muro con il cortile del cinema Terminale. Quando due anni e mezzo fa abbiamo ristrutturato questo appartamento eravamo convinti di avere come vicini semplicemente un cinema. Certamente non potevamo immaginare di ritrovarci ogni estate nella condizione di dover abbandonare la nostra abitazione”.
D’estate il cinema chiude e nei mesi di giugno e luglio il suo cortile si trasforma in piazza, sede di concerti, serate musicali e altro. “Praticamente - continua la donna - il loro cortile è il nostro cortile, quando ci sono i concerti o le serate musicali non serve a niente chiudersi in casa tappando tutte le finestre perché ugualmente non riusciamo nemmeno a parlare tra noi tanto è il disagio. Quest’anno, con la bambina, è diventata una necessità lasciare casa e trasferirsi a dormire dai nostri genitori”.
La coppia ha parlato più volte con gli organizzatori della rassegna estiva ma non è con loro ce l’hanno. “In particolare quest’anno, dopo che per ben due serate non era stato rispettato il limite orario per la cessazione della musica. Ho trovato anche disponibilità ed educazione, ma come possono limitare il rumore di un concerto nel momento in cui è stato concesso loro il permesso? Come è possibile reputare idoneo un cortile in cui si affacciano abitazioni per questo genere di manifestazioni? Il nostro disappunto quindi è nei confronti del Comune perché questi permessi sono stati concessi molto superficialmente senza valutare se la sede fosse adatta e senza poi controllare che i decibel non superino i limiti di legge”.
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