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Gli espositori pratesi su di giri: «Abbiamo fatto il pieno»

di Barbara Burzi
Gli espositori pratesi su di giri: «Abbiamo fatto il pieno»

Si è conclusa nel migliore dei modi la recente edizione di Pitti Filati. Affluenza in crescita e forte interesse alla produzione innovativa e di qualit delle aziende di Prato

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PRATO. Nonostante le difficoltà, Pitti Filati continua a essere la manifestazione di riferimento del settore. Alla Fortezza da Basso di Firenze un concentrato di buon gusto, innovazione e qualità, ha portato alla ribalta le aziende pratesi, che durante la tre giorni di fiera, hanno fatto il pieno di visitatori come non succedeva da tempo.«Questa fiera è sempre più interessante – conferma Raffaella Pinori di Pinori Group e presidente della sezione produttori di Filati dell’Unione industriale pratese – sia per la qualità dei prodotti in esposizione, sia per il livello delle imprese presenti. Il tutto arricchito da una serie di eventi collaterali che hanno contribuito a far aumentare l’affluenza dei visitatori, molti dei quali provenienti dall’estero».

La soddisfazione è generalizzata, specialmente nel rivedere quei clienti che in passato avevano cambiato rotta iniziando a rivolgersi altrove per soddisfare le proprie esigenze. «Una grande affluenza come quest’anno non si registrava da parecchio tempo - dice Francesco Lucchesi, presidente del Consorzio promozione filati – si parla di un incremento intorno al 6-7% di visitatori italiani e dell’8% di stranieri, soltanto nel primo giorno. In particolare, ha colpito la massiccia presenza di compratori provenienti da altri continenti, segno evidente che quei produttori che erano andati all’estero ad acquistare filati, soprattutto in Cina, hanno dovuto sbatterci la testa prima di capire che se volevano un prodotto più innovativo, ricercato e di qualità superiore, potevano trovarlo soltanto qui». Lo stesso clima di ritrovata fiducia si respira anche nelle aziende stesse, a partire proprio dall’Industria Italiana Filati guidata da Lucchesi, il quale spiega di essere tornato a investire.

«L’anno scorso ci siamo dotati di 4 nuovi macchinari che consentono di realizzare filati di qualità superiore e di una leggerezza oltre la media – racconta – ne acquisteremo altri quattro in futuro per un investimento complessivo di circa 800 mila euro spalmato su più anni». “Per continuare a stare in piedi bisogna guardare avanti e cercare di cogliere le novità investendo in ricerca e innovazione», spiega Pietro Taddeucci Sassolini titolare del Lanificio dell’Olivo.

«Penso che il distretto, seppur ridimensionato, abbia ancora buone prospettive – afferma – : nel frazionamento dei consumi a più alto valore aggiunto le filature pratesi rappresentano un punto di riferimento unico al mondo, come dimostrato dall’alta affluenza di visitatori in questa tre giorni di fiera».

«Se il buongiorno si vede dal mattino, ci sono buone probabilità di andare incontro a un’ottima stagione», afferma Lola Coppini, dirigente della Lineapiù. «A livello aziendale non possiamo lamentarci – spiega - nel primo trimestre di quest’anno abbiamo registrato un incremento del 15% di fatturato rispetto all’anno precedente». A chiusura della manifestazione sono arrivati i dati sull’affluenza che parlano di oltre 5200 buyer intervenuti, in crescita dell’8,5% rispetto alla passata edizione estiva.

 

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