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Prato

E’ arrivato il tarlo asiatico e il Comune corre ai ripari

E’ arrivato il tarlo asiatico e il Comune corre ai ripari

È un insetto molto dannoso per gli alberi. Individuati due focolai a Galciana Abbattute 200 piante, altre 500 in seguito. «Nessun pericolo per l’uomo»

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PRATO. A Prato è arrivato il “tarlo asiatico”, un insetto molto dannoso per le piante, tanto che se ne sono dovute abbattere già 200, e altre 500 verranno abbattute nelle prossime settimane in un vivaio di Galciana. Si tratta di un insetto conosciuto in gergo scientifico col nome di “Anoplophora chinensis”, che è stato oggetto di un incontro ieri mattina negli uffici dell'assessorato all'Ambiente, in piazza Mercatale, a cui ha preso parte anche l’assessore all’Ambiente Filippo Alessi.

L’incontro è stato convocato in seguito all'individuazione da parte dei tecnici del Servizio Fitosanitario Regionale di due focolai ravvicinati della specie nell'area pratese. Il primo focolaio, in particolare, è stato rilevato nel giugno di quest'anno in un piccolo parcheggio di proprietà del Comune nella zona di Galciana, su due piante di "Acer negundo" di grosse dimensioni e a poca distanza da case private e giardini pubblici. Il secondo focolaio, invece, è stato scoperto all'interno di un vivaio situato nelle vicinanze, a circa 300 metri dal primo. Come previsto dalle normative fitosanitarie, le piante infestate che sorgevano nel parcheggio sono state tempestivamente abbattute e cippate in frammenti inferiori ai 2 centimetri per eradicare l'organismo nocivo, mentre nel vivaio si è proceduto all'abbattimento, per il momento, di circa 200 piante: gli altri 500 esemplari (per un totale, quindi, di 700 piante) saranno abbattuti entro la prossima settimana.

In contemporanea, è stato avviato dal Servizio Fitosanitario Regionale un monitoraggio intensivo che dal 10 giugno scorso vede coinvolte 12 squadre (composte da almeno 2 ispettori e/o agenti fitosanitari) impegnate nel controllare palmo a palmo le aree verdi comprese nei 2 chilometri di raggio che circondano i focolai. Il monitoraggio, che in questa prima fase interessa soltanto le aree pubbliche e che per adesso non ha portato all'individuazione di nuovi focolai, andrà avanti per tutto il mese di luglio. I controlli saranno ripresi a fine ottobre per verificare su tutte le piante presenti nei 2 chilometri di raggio previsti (compresa la vegetazione collocata nei giardini privati e negli appartamenti) la presenza o meno di danni effettuati dalle specie adulte di tarlo asiatico: in caso di esito positivo, le piante attaccate dovranno essere abbattute immediatamente. In caso contrario, il monitoraggio riprenderà a primavera 2015 e si estenderà fino al 2016, anno in cui sarà possibile capire se l'organismo è stato completamente eradicato oppure no dal territorio.

«Non si tratta di un animale pericoloso per l'uomo - tiene a sottolineare l'assessore Alessi - ma molto aggressivo per le piante, tanto da poter creare nel tempo anche problemi di stabilità e portare a crolli della vegetazione».

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