Il Tirreno

Prato

Caccia agli evasori della Tia, mancano dodici milioni di euro

di Maria Lardara
Caccia agli evasori della Tia, mancano dodici milioni di euro

Prato, offensiva della Sori sulle bollette non pagate tra il 2011 e il 2012. Metà sono aziende, in maggioranza cinesi. Gli esattori sperano di portare a casa il 20% del non riscosso

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Il postino suona sempre due volte, ma anche tre o quattro se dall’altra parte trova la porta chiusa. E alla quarta, la cartella è più salata perché maggiorata degli interessi. Il mittente è Sori, la società di riscossione coattiva dei tributi comunali, pronta a sferrare un’offensiva di fine estate contro gli evasori Tia: è caccia stavolta a chi non ha pagato la tariffa d’igiene ambientale nel 2011 e nel 2012. Sarà così un’estate bollente sul piano del recupero dell’evasione fiscale: tra agosto e settembre, migliaia di avvisi di accertamento saranno recapitati nella cassetta di altrettante utente domestiche e non domestiche di Prato.

Alta la posta in gioco, tanto più alla luce dei ben noti problemi di bilancio che l’amministrazione locale si trova ad affrontare: 5 milioni e 961mila euro che mancano all’appello della Tia 2011, mentre non va meglio sul capitolo Tia 2012 con i 6 milioni e 363mila che ora il Comune proverà a incassare a colpi di ingiunzioni. In totale, oltre 12 milioni di euro da portare nelle casse comunali. Così, se la bolletta dei rifiuti ha cambiato denominazione nel corso del tempo (Tia, Tares, Tari), a non perdonare è la Tia non pagata tre o due anni fa. Meglio dunque frugare nel cassetto tra ricevute e bollettini: sono dolori se qualcuno si è dimenticato oppure non era nelle condizioni di pagare la Tia nel 2011 e nel 2012, ignorando i successivi solleciti e avvisi di pagamento bonari di Asm (in genere due). La municipalizzata di via Paronese ha intanto trasmesso al Comune l’elenco degli utenti morosi che è già all’esame degli uffici di Sori per una verifica preliminare prima di procedere con le ingiunzioni di pagamento.

«Occorre controllare ogni posizione sulle singole utenze, domestiche e non: nell’elenco – fa notare il direttore operativo di Sori, Enrico Cecchin - potrebbero esserci fallimenti o chiusure aziendali. Le ingiunzioni arriveranno tra agosto e settembre, chiaramente in caso di utenze non domestiche ci muoveremo dalla fine di agosto quando riprenderà l’attività produttiva dopo le ferie». Ultima chiamata dunque per la Tia 2011 e Tia 2012: non è escluso che, nel caso in cui l’evasore sia stato recidivo (ovvero, non ha pagato per due anni di seguito), vengano cumulati gli avvisi di accertamento con un invio unico e scadenza di pagamento entro trenta giorni.

«In sede di recupero coattivo, si cerca di portare a casa almeno un 20% di non riscosso. Va detto che quando interviene Sori significa che l’utente è già stato sollecitato tre volte: non è così scontato che risponda all’ennesimo richiamo con il quarto atto. L’attività accertativa di recupero dell’evasione svolta da Sori ha comunque raggiunto negli ultimi anni un livello nettamente superiore alla media rispetto ad altre amministrazioni». Oltre dodici milioni di euro da incassare di Tia nel biennio 2011-2012 possono sembrare una cifra abnorme: in realtà, si tratta di un pezzo di non riscosso rispetto all’ammontare complessivo della Tia che il Comune ha fatturato alle utenze, mediamente un totale di 30-40 milioni di euro all’anno. I numeri trasmessi dal Comune a Sori dimostrano come fra il 2011 e il 2012 la sacca di evasione della Tia si sia allargata, segno evidente del disagio economico crescente in città. In base a un primo monitoraggio dell’elenco di quote non pagate, frutto dell'esperienza, a Sori risulta che il 50% di evasori sia composto da utenze domestiche, la restante metà interessi aziende (utenze non domestiche) con una buona percentuale di ditte cinesi.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web