Sicurezza
La ragioniera che non sapeva niente di swap
Sofferta testimonianza dell’ex dirigente del Comune di Prato al processo per truffa nei confronti di Dexia
PRATO. Ha diretto per anni l’ufficio Ragioneria del Comune, ma ieri, mercoledì 2, ha ammesso candidamente che lei di prodotti finanziari derivati o “swap” non capiva granché. Il problema è che Graziella De Castelli, fino al 2007 ragioniera capo del Comune negli anni delle giunte di centrosinistra, ha gestito proprio l’operazione sui derivati che poi si è rivelata un bagno di sangue per le casse del Comune stesso, e dunque di noi cittadini.
La De Castelli è stata sentita ieri come testimone nel processo a carico del colosso finanziario Dexia Crediop e del funzionario di Dexia Riccardo Sommavilla che sono accusati di truffa aggravata ai danni del Comune. Una testimonianza sofferta, quella dell’ex ragioniere capo, dalla quale emerge che all’inizio degli anni Duemila Dexia Crediop è riuscita a stipulare un vantaggioso contratto di finanziamento col Comune di Prato contando sul fatto che in Comune non c’era nessuno o quasi che capisse di cosa si stava parlando.
«Abbiamo scelto l’advisor e non potevamo affidarci a consulenti esterni, tra l’altro non c’erano i soldi» ha spiegato Graziella De Castelli. Il problema è proprio questo: scelsero un advisor (Dexia) e quando questo consigliò di affidarsi proprio a Dexia, cioò a se stesso, in Comune non batterono ciglio. L’ex ragioniere ha confermato che i Comune mandava le bozze di determina a Dexia per le correzioni e poi le adottava. «Ma siccome una banca non fa beneficenza - le ha chiesto il pubblico ministero Antonio Sangermano - nessuno si è preoccupato?». Risposta: «Se ci fossero state commissioni implicite (costi occulti, ndr) avrei dovuto contabilizzare, non ce n’erano».
Il nocciolo della questione è che il Comune ha accettato di essere considerato “operatore finanziario qualificato”, dando campo libero a Dexia. De Castelli ora nega, ma il pm le ha fatto notare che ha firmato un documento nel quale c’è scritto proprio questo. «Mi fidavo della Dexia e dell’adivsor» ha ripetuto l’ex ragioniere. «Ma lei chiedeva spiegazioni? - l’ha incalcata il pm - Perché tutto sommato lei gestiva soldi pubblici...». Rispondendo a una domanda dell’avvocato Manuele Ciappi, parte civile per il Comune, De Castelli ha ammesso che Sommavilla veniva a farle firmare i documenti con una certa fretta. Nel 2007 è stata promossa alla sezione regionale della Corte dei Conti. (p.n.)
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