Il Tirreno

Prato

In coda fin dall’alba per le cozze a un euro

di Maria Lardara
In coda fin dall’alba per le cozze a un euro

Il primo giorno dell’Esselunga di Pratilia con persone in fila dalla mattina per non perdersi gli sconti: «Girava voce che vendessero televisori a pochissimo»

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PRATO. La più temeraria si è svegliata al buio. Occhiali da sole e camicia a maniche lunghe per proteggersi dal fresco della notte, la signora Luisa Boni alle 4 era già ai cancelli. Tanto sacrificio per guadagnare il primo posto delle 8, allo scoccare dell’ora X che ha segnato l’apertura del superstore di Pratilia. Dietro lei, un ragazzino con lo zaino, Mohamed Jebali: levataccia anche per lui anche se erano le 7 quando si è presentato davanti alle porte scorrevoli.

«Abito in zona, non avevo mai vissuto l’esperienza dell’inaugurazione di un supermercato», racconta alla cassa mentre ripone nello zainetto i pochi articoli acquistati. Eppure, non c’era motivo di accalcarsi così presto alle prime luci dell’alba (una cinquantina di persone): nessuna promozione limitata che potesse giustificare l’ansia di essere primi, nonostante qualche leggenda metropolitana, a dire la verità, si fosse sparsa in giro. La fretta di Giusy Venuta ne è la dimostrazione: «Un amico mi ha detto che vendono le televisioni a 1 euro e io mi sono precipitata qui. Comunque la curiosità per questo nuovo supermercato era tanta».

Se la ressa all’ingresso non c’è stata, l’accoglienza dei pratesi s’è fatta comunque sentire. Due ore dopo l’apertura, al desk della carta Fidaty già si registrava un centinaio di iscritti. Il viavai di cestini e carrelli inizia intorno alle 9.30, alle 10.30 il parcheggio sotterraneo è già al completo. Per qualcuno fare la spesa nel nuovo superstore diventa un modo per far riaffiorare ricordi del proprio vissuto, salutando vecchi colleghi. Un tuffo al cuore per Lanfranco Pasquini, ex responsabile del reparto di frutta e verdura che ha iniziato a lavorare nel supermercato di via Milanesi a Firenze, il primo aperto da Esselunga in Toscana nel 1961.

«Ho lavorato per 35 anni in questa grande famiglia, da 15 sono in pensione. Un negozio che apre è sempre una festa. Ricordo quando alla mensa dell’Osmannoro mi ritrovai accanto al presidente Caprotti: mi disse che a mangiare siamo tutti uguali…». Tra i reparti presi d’assalto, il bancone del pesce fresco: le cozze a 1 euro al chilo hanno fatto gola a tanti. «Abito a San Giusto, accanto al Parco Prato ma sono venuta qui perché il pesce è più conveniente. Bisogna andare dove la merce costa meno», è la riflessione di Francesca mentre fa la fila. C’è chi però non fa salti di gioia, come Alessandra Sgrilli munita di lettore per evitare la coda alle casse, ben 26 in tutto. «Spero che mantengano il vecchio punto vendita di via Valentini, che era frequentato da tanti residenti del centro e molti anziani». Anche noi ci siamo intrufolati tra gli scaffali per portare casa la nostra spesa: con lo scontrino battuto alla cassa, riceviamo in omaggio un pacco di biscotti del Mulino Bianco e un caffè al bar “Atlantic”. Anche lì, al primo piano, la parola d’ordine è solo una: coda.

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