Sicurezza
Aeroporti, voli sopra Prato dal 2019
Naldi, Ceo di Corporation American Italia: «La pista? Farla di 2mila o 2400 metri non è mai stato un nostro problema»
PRATO. «Sarà presentato ai nostri azionisti entro il mese di ottobre il masterplan per la fusione degli aeroporti di Pisa e Firenze». Lo ha detto Roberto Naldi, Ceo di Corporacion America Italia Srl, intervenendo a Prato al convegno sullo sviluppo del sistema aeroportuale toscano organizzato ieri dalla Federazione regionale degli ordini degli ingegneri della Toscana, Ordine degli ingegneri della provincia di Prato e Unione Industriale Pratese. Naldi ha poi precisato che qualora la proposta non andasse a buon fine «il mio azionista di riferimento non avrebbe problemi a creare una holding, che di fatto già esiste, chiamata Aeroporti Toscana». Il Ceo ha affermato che i lavori dell’aeroporto di Firenze termineranno nel 2019/2020.
Non le manda certo a dire Naldi, e a chi gli chiede delucidazioni riguardo la lunghezza della pista a Peretola, ribatte sicuro: «Avere una pista di 2000 o 2400 metri non è mai stato un nostro problema. Ciò che vogliamo è raggiungere l’obiettivo di avere 4,5 milioni di passeggeri in più. Sarà poi il regolatore a decidere. Di certo non saranno 400 metri in più o meno a fare la differenza per chi vive nella piana. Intendiamo mantenere gli impegni assunti con la Regione e di rispettare le prescrizioni del Pit senza dimenticare che sarà Enac ad avere l’ultima parola sull’approvazione del masterplan». Enac che si è espressa più volte in favore dei 2400 metri, ma Naldi continua: «Abbiamo chiesto alla società Mitre Corporation di Washington di studiare la modellistica e gli impatti per migliorare gli effetti degli atterraggi e dei decolli sui progetti della nuova pista dell’aeroporto di Peretola e mentre da alcuni mesi i tecnici di Corporacion sono già al lavoro a Firenze, da martedì scorso altri sono arrivati a Pisa e collaboreranno con Airbus nell’analisi degli scali».
Il numero uno della società del magnate argentino, Eduardo Eurnekian, ha poi chiarito le ragioni che hanno portato il gruppo multinazionale ad investire sugli scali della Toscana. «Analizzando il panorama italiano abbiamo deciso di concentrarci in Toscana e in Sicilia, perché pensiamo che lo sviluppo aeroporti abbia in Italia un elemento guida che è il turismo. La Toscana è il motore fondamentale e nel turismo rappresenta un’ eccellenza difficile da eguagliare. C'è una particolarità ulteriore sia Sat che Adf sono società quotate in Borsa. Quindi, mettendo in chiaro una polemica delle ultime settimane sulla cessione del pacchetto azionario da parte dei soci pubblici, la privatizzazione è stata già fatta quando le società sono state messe in Borsa e lo ritengo un elemento positivo e interessante».
Il progetto su Pisa avrà un investimento di circa 250milioni, su Firenze 260milioni e entrambi vedranno arrivare contributi pubblici: «Di quanto esattamente si tratterà ancora non è definito – ha detto Naldi – Ma si potrebbe arrivare anche a una quota di finanziamenti pubblici del 50%. Una cosa è certa, senza la compartecipazione pubblica sarebbero progetti impossibili. Progetti importanti che avranno un impatto dal punto di vista occupazionale da non sottovalutare. Basta guardare all’aeroporto di Trapani: ha cambiato l’economia di un’intera provincia». E conclude: «La trasparenza dei nostri progetti e dei nostri studi sarà assoluta. Metteremo tutto online e saranno tutti documenti comprensibili e chiari. Non ci sarà spazio per polemiche basate sul “sentito dire”».
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