Attenzione
Caprotti è stato in incognito alla Coop
La rivelazione del patron di Esselunga: «E’ un bel centro commerciale, e attira tanti cinesi»
PRATO. Come tutti i dipendenti porta sulla un cartellino di plastica con il proprio nome e cognome con tanto di qualifica: datore di lavoro. E a tutti gli effetti Bernardo Caprotti lo è, agli occhi di un esercito di 21mila “collaboratori”, come definisce i suoi dipendenti. Il gigante Coop a pochi chilometri non gli fa certo paura. «Con Campaini siamo concorrenti, non rivali». Però una scappata al Parco Prato Caprotti confessa di avercela fatta, anzi più di una. In incognito, fa capire. «Ci sono stato quattro volte – confessa - E’ un bel centro commerciale, pensato in modo intelligente. Lì sono stati più bravi di noi a intercettare una clientela multietnica: ci ho sempre visto tanti cinesi». Non è un target che sembra interessare molto a Esselunga. Eppure, gli orientali sono consumatori irriducibili di quelle fette di cocomero che da anni Esselunga offre a Ferragosto. C’è un mostro contro cui il signor Esselunga combatte da anni: si chiama burocrazia. «In Italia siamo indietro con le infrastrutture: per fare una rotonda ci vogliono tre anni. Fortuna che in Toscana sono bravi: non ci hanno messo i bastoni fra le ruote, come hanno fatto altre regioni». Il superstore di Pratilia è il più grande della Toscana: le dimensioni sono le stesse di quello di Camaiore. «Per aprire questo centro commerciale ci sono voluti anni, confesso di essermi scoraggiato più di una volta». Intanto, al primo piano del centro commerciale c’è ancora posto, con 3500 metri quadrati di superficie da affittare. «Ci riusciremo entro gli inizi del 2015. Abbiamo già contatti con alcuni nomi interessati, l’ideale sarebbe affittare a una o due catene. A quel punto, ci sarebbero altre assunzioni», spiega Giovanni Maggioni, vice presidente di Esselunga. Su un totale di 160 dipendenti, 60 sono gli inserimenti nuovi nell’organico del nuovo superstore. «Abbiamo ricevuto una valanga di curricula, 300-400. E’ stata una selezione durissima». (m.l.)
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