Sicurezza
Sui conti si riaccende la polemica
Mancano 23 milioni. Biffoni: «In campagna elettorale Cenni mi rassicurò». E manda le carte all’Anci
PRATO. Habemus bilancio, non senza dolori e con una situazione che a tratti potrebbe definirsi kafkiana. Era il 15 maggio quando il Pd, insieme ad altri pezzi della maggioranza andata a in frantumi che sosteneva l’ex sindaco Cenni, bocciava il bilancio consuntivo 2013. Poco più di un mese dopo, la stessa forza politica si schiera a favore. Stavolta la posta in gioco era troppo alta, con il commissariamento dell’ente dietro l’angolo, in caso di mancata approvazione del bilancio entro il 30 giugno. Così il semaforo verde al conto consuntivo del 2013 è scattato dopo quattro ore di serrato dibattito in consiglio comunale, con 27 voti favorevoli e tre astenuti del Movimento 5 Stelle. «E’ un consuntivo che non ci appartiene, frutto di scelte che non condividiamo», ha puntualizzato subito l’assessore competente Monia Faltoni. Di fatto, Forza Italia, lista civica “Prato con Cenni” e “Prato libera e sicura” non avrebbero potuto esercitare opposizione rispetto a una fotografia dei conti fatta durante la precedente giunta. «È per senso di responsabilità che la maggioranza di oggi ha compiuto una scelta diversa – così il sindaco Matteo Biffoni ha motivato la linea dei gruppi consiliari che lo sostengono - Un gesto di cui va riconosciuta la portata politica, un atto d’amore e di responsabilità. Del resto, in campagna elettorale, durante una pausa in tv, fu l'ex sindaco Cenni a rassicurarmi sul bilancio appena bocciato, dicendomi che "i numeri non mentono”…». Alla fine, il bilancio verrà approvato in aula ma i guai per l’assessore al Bilancio Monia Faltoni rimangono, a partire dalla crisi di liquidità per 23 milioni di euro e un buco in cassa che fa salire al 10,6 per mille l’Imu sulle seconde case. Non finisce qui: spunta un’altra scadenza inderogabile, l’approvazione del bilancio di previsione 2014 entro il 31 luglio. Intanto, i conti del Comune sono sotto la lente d’ingrandimento dell’ufficio studi di Anci, cui si è rivolto Biffoni, per un approfondimento dei numeri; proprio all’Anci risulta che il caso di Prato rappresenti un “unicum” nazionale.
Dai banchi dell’opposizione intanto si grida all’incoerenza. «Votate sì solo per mantenere la seggiola su cui sedete», tuona il consigliere di Forza Italia Giorgio Silli. Ma il Pd, per bocca del suo capogruppo Lorenzo Rocchi, non ci sta a diventare capro espiatorio di un aumento della fiscalità a scapito dei cittadini: «Le tasse non sono un’operazione di questa giunta ma un lascito della precedente». Vibrante la difesa dell’ex sindaco Roberto Cenni che quasi si commuove nel suo intervento quando rivendica il proprio operato: «Le vostre considerazioni sono frutto di una non conoscenza o di propaganda politica?». E poi snocciola numeri. «Le spese per il personale erano di 44 milioni nel 2009, noi le abbiamo portate a 39 milioni; sono diminuiti i trasferimenti statali, siamo passati da 51 a 23 milioni di euro. Il Comune non deve fare avanzo o disavanzo ma stare in pari. E’ stato dato al bilancio consuntivo una connotazione politica». Dai banchi opposti, il consigliere Pd Massimo Carlesi punta il dito contro il sistema di riscossione delle partecipate. «Entro il 30 aprile dovevano arrivare ai cittadini i bollettini per i pagamenti dei passi carrabili che non sono mai partiti, quelli relativi alla bolletta dei rifiuti in qualche caso non sono arrivati. Sindaco, qualcosa non va nei meccanismi di riscossione delle nostre partecipate. Se Asm non è così solerte, si è affrettata però a promuovere alcuni dipendenti pochi giorni prima delle elezioni…».
Maria Lardara
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