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Prato, Aldo Milone: «Cresce il rischio di tintorie e stamperie vendute ai cinesi»

Prato, Aldo Milone: «Cresce il rischio di tintorie e stamperie vendute ai cinesi»

Il capogruppo consiliare di Prato Libera e Sicura preoccupato dall’aumento dei costi dei coloranti che potrebbe accrescere le difficoltà economiche delle aziende pratesi

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PRATO. «L'allarme lanciato dal presidente degli Industriali Andrea Cavicchi sugli aumenti dei costi dei coloranti - osserva Aldo Milone capogruppo consiliare di Prato Libera e Sicura - , arrivati anche al 150% in più, deve far riflettere in maniera molto seria sugli eventuali danni che può arrecare alla filiera del distretto. Filiera che è ormai ridotta quasi ai minimi termini. Deve fare riflettere anche per un altro aspetto importante, si arriverà continuando di questo passo a far sì che le uniche che rimarranno sul mercato saranno quelle cinesi. Tutti gli Enti preposti ai controlli, a partire dall'Arpat, sanno benissimo che queste ultime utilizzano coloranti provieneti dalla Cina e non conformi alle normative europee. La non conformità alle norme UE significa che sono sostanze altamente nocive che provocano danni gravissimi alla salute dei cittadini. L'altro fattore, non meno importante, sarà sicuramente la vendita delle tintorie e stamperie a imprenditori cinesi che, ovviamente e secondo il loro "modus operandi", si guarderanno bene dal salvaguardare la manodopera locale ricorrendo a quella cinese».

«E poi mi si viene a dire - continua Milone - che non c'è concorrenza sleale. Purtroppo temo di fare la Cassandra anche in questo settore. Pertanto è opportuno ed è necessario che i controlli in questo campo si intensifichino ancora di più proprio per evitare di assistere ad ulteriori licenziamenti e a nuovi drammi familiari. Per concludere mi aspettavo che questa mia analisi fosse stata fatta dallo stesso Cavicchi che ha soltanto denunciato l'elevato costo dei coloranti e non ha evidenziato le conseguenze disastrose di tale aumento. Spero di essere smentito ma ho l'impressione di rischiare di assistere alle stesse scene omertose di qualche decennio fa e svegliarsi solo dopo il fatto compiuto».

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