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Chiude il negozio “Limoni” Feltrinelli in solidarietà

Chiude il negozio “Limoni” Feltrinelli in solidarietà

PRATO. La vetrina si spenge, un altro bandone giù tra 15 giorni. Accade su una strada cittadina molto transitata, via Ferrucci. La catena di profumeria “Limoni” perde un altro pezzo a Prato, dopo la...

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PRATO. La vetrina si spenge, un altro bandone giù tra 15 giorni. Accade su una strada cittadina molto transitata, via Ferrucci. La catena di profumeria “Limoni” perde un altro pezzo a Prato, dopo la chiusura del negozio di Vittorio Veneto nel 2012: ad arrendersi stavolta è il negozio accanto alla farmacia comunale che chiuderà ufficialmente il 14 luglio. Rimangono in piedi i punti vendita di via Targetti e via Pistoiese (attualmente in ristrutturazione) che non ce la faranno però a riassorbire le lavoratrici in esubero della profumeria di via Ferrucci: per tre di loro si profila la cassa integrazione straordinaria fino al maggio 2015 e poi la mobilità, mentre un'altra (in tutto sono quattro dipendenti) sarà ricollocata in un altro negozio della catena da cui proveniva visto che in via Ferrucci era, per così dire, in prestito. Che da tempo non siano rose e fiori per il marchio “Limoni” è noto, tanto che negli altri punti vendita è stato attivato lo strumento dei contratti di solidarietà. Un’alternativa alla cassa integrazione o ai licenziamenti, preferita soprattutto dalle grandi aziende che fanno ricorso a questo ammortizzatore sociale che prevede una riduzione dello stipendio a fronte di una riduzione dell’orario di lavoro. Ed è tempo di sacrifici anche in casa Feltrinelli, la più grande catena di libri in Italia: già da due mesi ai sei dipendenti del negozio di via Garibaldi tocca il contratto di solidarietà con una riduzione di ore lavorative del 20%, secondo quanto fa sapere la Filcams-Cgil pratese. Un destino che riguarda anche altri negozi della catena, alcuni in solidarietà già dal 2013. Spiega Nunzio Martino, sindacalista della Filcams pratese: «Visto che la cassa in deroga arriva a singhiozzi, soprattutto le grandi aziende, grande distribuzione in primis, stanno puntando sulo strumento del contratto di solidarietà per tutelare i livelli occupazionali e rispondere alla crisi». (ma.la.)

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