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Prato, chiude dopo cinquant’anni il Bar Gori di Grignano

di Alessandra Agrati
Prato, chiude dopo cinquant’anni il Bar Gori di Grignano

I proprietari del bar Marcella Colzi e Valdemaro Gori hanno venduto l’attività. Da loro hanno fatto colazione generazioni intere di pratesi: «I nostri clienti di mancheranno tantissimo»

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PRATO. Cinquant’anni passati dietro un bancone del bar sono praticamente una vita intera fatta di ricordi, di fatiche e di tante soddisfazioni. I proprietari del bar Gori, Marcella Colzi e Valdemaro Gori, lunedì 30 giugno alzeranno per l’ultima volta la saracinesca del bar di Grignano e la sera offriranno, a partire dalle 19, un aperitivo a tutti i clienti.

L’attività è stata venduta ad un altro imprenditore che, dopo qualche lavoro finalizzato a rinnovare il locale, riaprirà nuovamente.

Marcella è commossa quando parla della sua vita da imprenditrice barista, ha iniziato a lavorare come commessa nel '64, quando era ancora fidanzata con Valdemaro. «È passato tanto tempo e ci sono stati tanti cambiamenti. Gli anni '80 sono stati i migliori, ma non ci possiamo lamentare. Fino al 2000 tutto è andato a gonfie vele». I coniugi hanno deciso di vendere l’attività perché sono stanchi.

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«Fino a tre anni fa – continua Marcella – era una conduzione familiare, poi mio cognato Ivo, mia figlia e mio nipote hanno lasciato l’attività e abbiamo assunto del personale che gestisce insieme a noi l'attività».

Ivo e Valdemaro Gori hanno comprato il locali nel 1964, al tempo era una latteria. «Consegnavamo il latte a domicilio con l’ape – ricorda Gori – poi abbiamo iniziato ad investire introducendo la pasticceria, poi il punto tavola calda. Abbiamo sempre investito nella nostra attività. Fino a che abbiamo potuto».

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Investimenti non solo in strutture, ma anche nel ricercare nuovi prodotti. «Da decenni – spiega Marcella – produciamo il Tortone, una specialità che ricorda un antico dolce pratese». Dal bar Gori sono passate generazioni di pratesi, ma anche personaggi famosi del calibro di Roberto Benigni, Giorgio Panariello e il cronista sportivo Adriano De Zan.

«Quello che più mi mancherà – spiega Marcella – saranno le persone. Cercherò di consolarmi dedicandomi ai viaggi insieme a mio marito». Anche Valdemaro è commosso, ma cerca di nasconderlo, e pensando al passato rammenta un episodio che gli è rimasto impresso nel cuore. «La soddisfazione più grande – racconta – è stata quella di aprire alle 4 del mattino e vedere che davanti al bar c’erano persone che aspettavano il mio arrivo per fare colazione».

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Anche Ivo ricorda il rapporto con le persone, ma per lui, forse, è più facile. «Sono in pensione da tre anni e quindi ho già elaborato il distacco dall'’attività che ho creato, tuttavia quando vengo qui mi viene ancora un po' di magone».

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