Il Tirreno

Prato

«Temo che il giudice mi tolga la figlia»

«Temo che il giudice mi tolga la figlia»

La disperazione di una disoccupata che ha tolto la ragazza da scuola dicendo che i compagni la prendevano in giro

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PRATO. «Sono disperata, oltre a non avere più un lavoro stabile dal 2009 ora il Tribunale dei minori di Firenze mi ha convocata perché reputa che io non sia in grado di accudire mia figlia. Ma non è vero, per lei sarei disposta a fare qualsiasi cosa».

L' appello è di una madre disperata che sta vivendo un calvario dal 2009, quando ha perso il lavoro ed è stata abbandonata dal marito. «Dopo un contratto di otto mesi che mi avevano promesso di rinviare - spiega - mi sono trovata senza lavoro, mio marito mi ha lasciata, era disoccupato da oltre un anno. L'unica nota positiva è stata l' assegnazione della casa popolare, il cui affitto ho pagato fino a quando ho potuto con l' assegno di disoccupazione, ma quando è finito il sussidio inevitabilmente è arrivato lo sfratto: dovevo scegliere far mangiare mia figlia o pagare l' affitto». Grazie all' aiuto degli amici e all' intervento delle assistenti sociali, che le hanno permesso di ottenere qualche borsa lavoro e un inserimento di quattro mesi nella linea 4, il pericolo è stato scongiurato. Ma a gennaio la situazione precipita nuovamente e la donna non riesce più a fare fronte alle spese, soprattutto quelle per mandare a scuola la figlia. «Da alcuni mesi era vittima di episodi di bullismo, la prendevano in giro perché non andava in gita, non aveva la merenda e andava a scuola con i sandali, in pieno inverno. Una situazione insostenibile che le ha causato un grande stress fisico, da qui la decisione di ritirala». In pratica la scelta di non mandare la figlia a scuola ha indotto le assistenti sociali a segnalare il comportamento al giudice dei minori (la lettera di convocazione è stata mandata ai servizi sociali che hanno avvisato telefonicamente l'interessata). «Potevano avvertirmi di quello che stavano facendo, sono preoccupate per le sorti di mia figlia a cui voglio bene e che difenderò fino alla fine delle forze». Dopo la pubblicazione dell'articolo sul sito del Tirreno si è scatenata una gara di solidarietà per aiutare madre e figlia. Anche Rosanna Lotti, responsabile dei servizi sociali del Comune di Prato, interviene per tranquillizzare la mamma. «Lunedì il giudice non allontanerà la ragazza dalla madre, visto che per legge deve frequentare la scuola vorrà solo un chiarimento sulla scelta della famiglia. I servizi sociali sono sempre stati presenti e lo saranno sempre, aiutando anche la ragazza a trovare il suo percorso scolastico o formativo». Intanto è stato chiesto il trasferimento dalla scuola che ha frequentato fino a gennaio all' istituto Datini per l'iscrizione al corso di grafica pubblicitaria. (al.ag.)

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