Il Tirreno

Prato

Il buco in cassa fa salire l’Imu al 10,6

Crediti non esigibili inseriti nel consuntivo (da cui mancano quasi 23 milioni), la Tasi sarà fissata al 2,5 per mille

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PRATO. I conti non tornano, e per ritrovare l’equilibrio ci sono solo due strade, quelle classiche: ridurre le spese e aumentare le entrate. Una voce quest’ultima che, per ogni amministrazione, si può tradurre solo in un modo: più tasse. E c’è anche un’altra parola per definire quello che è emerso dall’analisi del bilancio consuntivo, quella – seppur mai usata – di “buco”. Per l’esattezza un disavanzo di 22,9 milioni di euro, frutto della differenza tra quanto il Comune ha incassato nel 2013 e quanto poi ha dovuto pagare.

In sostanza non tornano i conti tra il bilancio “per cassa” e quello “per competenza”, ossia, per usare un’esemplificazione, tra il bilancio reale e quello virtuale. Il primo indica i soldi che veramente entrano in cassa, il secondo quelli che si prevedeva di veder arrivare, compresi i cosiddetti crediti inesigibili (in particolare, in questa voge, rientrano i soldi delle riscossioni delle multe).

«Non si tratta di una procedura illegale – precisa il neo assessore al bilancio Monia Faltoni, riferendosi all’operato della precedente amministrazione – è il frutto della riforma avvenuta tra il 2011 e il 2012, che ha permesso di inserire in bilancio i diritti di credito». In sostanza non si indicano esclusivamente i soldi che sono effettivamente entrati in cassa, ma anche quelli che si prevede di riscuotere, i crediti del Comune. Peccato che una parte di quelli non saranno mai visti, sono i cosiddetti crediti inesigibili. E sotto voce spiccano per esempio le multe fatte e mai riscosse, e che difficilmente saranno riscosse in futuro: «Dal bilancio consuntivo si vede lo scatto in avanti del capitolo di introiti per violazione al codice della strada – prosegue l’assessore – dai 9 milioni del 2011siamo passati ai 10 milioni del 2012, fino ai 28 milioni del 2013». Soldi in gran parte mai arrivati.Così a fronte di incassi per 273,8 milioni di euro inseriti in bilancio «c’è stata un’effettiva riscossione di 261,6 milioni, a fronte di pagamenti per 284,4 milioni di euro». Un saldo che, al 31 dicembre, era quindi negativo per poco meno di 23 milioni.

La situazione, al momento, è leggermente migliorata, come spiega sempre Faltoni, «perché stiamo incassando l’Imu e la Tari (ma quest’ultima è sostanzialmente una partita di giro). A conti fatti, al netto delle tasse, servono comunque 9 milioni di euro per ritornare in pari».

La strada? Taglio delle spese e incremento delle entrate appunto, e, alla fine, una decisione del genere era già stata presa, tra gli ultimi atti, anche dalla passata amministrazione, «che aveva deliberato in questo senso sotto la pressione degli uffici finanziari».

In particolare sulle seconde case sarà introdotta l’Imu al 10,6 per mille, un punto in più rispetto a prima. Per le seconde case (ma vale anche per i capannoni) si è preferito operare sull’Imu, piuttosto che sulla Tasi, in quanto questo semplifica i conti sia per chi deve pagare che per chi deve riscuotere. Per quanto riguarda la Tasi (per le prime case) questa sarà fissata al 2,5 per mille.

Una situazione di emergenza quella che si trova ad affrontare il Comune, secondo gli attuali amministratori per scelte sbagliate o non fatte da parte di chi li ha preceduti. Ma chi c’era prima sapeva quel che faceva? «Sì – risponde drasticamente Monia Faltoni – è una situazione che non emerge adesso, ma non si è fatto nulla per risparmiare, anzi, le spese per beni e servizi sono aumentate, le consulenze legali esterne sono passate da 80mila a 200mila euro e, nel 2009, dopo le elezioni, mi risulta che parecchi tra gli assessori che ci hanno preceduto abbiano rinnovato i loro uffici».

Luigi Spinosi

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