Gioco
In 150 con bavagli e lumini alla veglia contro la legge Scalfarotto
In piazza del Duomo a Prato il gruppo de “Le Manif Pour Tous” che si batte per la famiglia naturale e la libertà d’opinione sui gay
PRATO. Giovedì 26 sera piazza del Duomo è stata lo scenario della veglia organizzata dal Circolo territoriale de “La Manif Pour Tous”. Circa 150 persone si sono disposte in piedi davanti al Duomo con bavagli, lumini e tutto il corredo di bandiere e magliette che da circa un anno sta colorando molte piazza d'Italia. Altre veglie infatti si sono svolte a Roma, Trieste, Milano, Pistoia e Firenze. I manifestanti, persone di ogni età, molti giovani e famiglie, sono stati in piedi per oltre un'ora, in silenzio mentre venivano letti alcuni brani al megafono.
Sono stati letti i motivi dell'opposizione alla legge Scalfarotto, principalmente motivi giuridici, e in secondo luogo antropologici: secondo l'organizzazione non esiste un'emergenza omofobica in Italia, e la legge prenderebbe a pretesto alcuni casi ("1 su 2 milioni di abitanti secondo i numeri diffusi dal governo" fa sapere La Manif) per creare una categoria arbitraria, che alla fine creerebbe disparità, laddove l'ordinamento giuridico italiano fornisce già tutti gli strumenti per reprimere violenze su ogni cittadino. Ma soprattutto, avrebbe il grave effetto di sancire il reato di opinione, con sanzioni pecuniarie e detentive per chiunque osasse affermare la semplice verità che un bambino ha bisogno di un padre e una madre per crescere bene, e che l'istituzione del matrimonio nasce per un uomo e una donna. In tal modo "si introduce lo psicoreato, proprio come prefigurava il romanzo 1984 di Orwell - da cui è stato letto un brano- in cui sono inibito ad avere un'opinione diversa dal regime, prima ancora di formularla".
Infine, la Manif pratese ha fornito degli strumenti pratici ai genitori presenti in piazza per attivarsi, preventivamente o meno, contro programmi scolastici ispirati all'ideologia Gender. "Ogni discirminazione va combattuta, e programmi per ostacolare il bullismo sono già presenti in alcune scuole. Ampliare questa fondamentale azione formativa non comporta in alcun caso inserire concetti confusi sulla sessualità, in età che non sono assolutamente idonee - affermano gli organizzatori - I molti genitori presenti in piazza non intendono farsi sostituire dalle istituzioni nel loro ruolo educativo”.
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