Sicurezza
Credito in picchiata per famiglie e imprese
PRATO. E’ il dilemma del 2014: ripresa sì o ripresa no? Intanto le imprese del distretto manifatturiero pratese sono ancora a leccarsi le ferite per un 2013 il cui andamento si è rivelato peggiore...
PRATO. E’ il dilemma del 2014: ripresa sì o ripresa no? Intanto le imprese del distretto manifatturiero pratese sono ancora a leccarsi le ferite per un 2013 il cui andamento si è rivelato peggiore che nel resto della Toscana. A rivelarlo è il rapporto sull’economia toscana e della provincia di Prato presentato dalla Prefettura pratese e dalla direzione fiorentina della Banca d’Italia. Il focus sulla realtà provinciale, affidato agli economisti Emanuele Ciani e Marco Gallo, delinea un quadro ancora a tinte fosche con – per dirla con le parole di Ciani - «gli indicatori dell’industria manifatturiera che mostrano una contrazione più ampia rispetto a quella toscana e con le esportazioni di prodotti del tessile e abbigliamento che, a differenza del resto della regione, hanno mostrato un certo calo». In particolare, segno meno per il fatturato del manifatturiero (-3,6%) e per l’export (-0,1%) che mostra timidi segnali di ripresa per il primo trimestre del 2014. Né conforta il capitolo credito, anche quello in sofferenza.
«Gli indicatori creditizi provinciali – sottolinea l’economista Gallo - confermano un quadro congiunturale peggiore rispetto alla media regionale: i finanziamenti bancari si sono ridotti in misura più marcata e il tasso di default sia delle famiglie che delle imprese è risultato più elevato». I rubinetti dei finanziamenti alle imprese si sono ristretti ancora nel corso del 2013: la percentuale di credito erogato è diminuita del 3,6% (la media regionale – 2,7%) mentre il tasso di decadimento delle famiglie consumatrici, ovvero il rapporto tra il flusso di nuove sofferenze e la consistenza dei prestiti in essere, è raddoppiato rispetto alla media regionale (-1%). «Proprio la qualità del credito e il tasso di default sono un ostacolo alla ripresa», sottolinea il ricercatore della Banca d’Italia. Nel corso dell’ultimo triennio, i pratesi hanno sviluppato una vocazione di “risparmiatori” tanto che la consistenza dei depositi bancari sul nostro territorio è passata da 3 milioni e 986mila a 4 milioni e 380mila euro nel 2013.
Diverso invece il trend dei prestiti: dai 9 milioni e 11mila euro nel 2011 siamo scesi agli 8 milioni e 472mila euro. Le banche, insomma, ci pensano sempre più prima di erogare un finanziamento. «L’auspicio è che l’economia pratese sappia cogliere ogni spunto positivo di ripresa che comincia ad affacciarsi nel panorama europeo e internazionale», è il monito del prefetto Maria Laura Simonetti.(m.l.)
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