Sicurezza
«Oncologia, nessun taglio» L’Asl 4 risponde alle paure
Il direttore generale Majno: «Solo una riorganizzazione per il periodo di ferie» Il primario Di Leo: «Ridimensionamento? In quel caso avrei già fatto le valigie»
PRATO. Nessun pericolo sul futuro di oncologia: il direttore generale dell’Asl 4 Edoardo Majno e il primario del reparto Angelo Di Leo, intervengono dopo le manifestazioni e l’allarme diffuso in città di un ridiomensionamento, se non di un vero e proprio “trasloco”, di oncologia. Un “allarme” probabilmente favorito dall’arrivo dell’estate e, con lei, in città c’è, generato da quello che è un appuntamento inevitabile con l’estate e con il periodo delle ferie che, inevitabilmente, comporta una riduzione di personale e servizi.
Ma dalle voci di riduzione si era passati addirittura a ventilare il pericolo di un trasferimento del reparto, verso Firenze. E parte proprio da quest’allarme l’intervento del direttore generale: «Voglio subito smentire una cosa di cui non riesco a comprendere la genesi – ha esordito Majno – ossia che ci sarebbe l’intenzione di spostare oncologia verso Careggi o altri ospedali. Un’idea del genere non è mai esistita. In ambito oncologico nella nostra regione esiste un modello “a rete”, di cui Prato è un nodo importante, e stiamo facendo in modo che questo nodo sia sviluppato e potenziato».
Gli ha fatto eco Di Leo, il quale nel suo intervento ha evidenziato i progressi del reparto negli ultimi 10 anni, sottolineando come il passaggio dal vecchio al nuovo ospedale rappresenti un salto di qualità: «È un elemento di grande miglioramento, con più spazi e miglior confort per i pazienti. Negli anni l’attenzione verso l’attività oncologica è cresciuta moltissimo: prima del 2003 erano molti i pazienti che andavano fuori da Prato. Adesso la tendenza si è invertita, e siamo noi ad accogliere arrivi da fuori provincia e anche da fuori regione. Dai 4 medici più primario dell’epoca si è passati agli attuali 13 medici più primario, è ridicolo dire che non c’è stato un incremento del servizio».
E se per Di Leo parlare di mancato potenziamento è ridicolo, figuriamoci parlare di riduzione: «Se avessi anche solo percepito una volontà di ridimensionamento avrei già fatto le valigie, non sono qui per vivacchiare».
Un allarme forse generato da un “accorpamento”, con il reparto di oncologia incorporato con nefrologia e reumatologia, in uno stesso spazio al primo piano del nuovo ospedale: «Ma oncologia – riprende Di Leo – non ha certo chiuso, è stata incorporata da ottobre in una cosiddetta area polispecialistica, ma, per fare un esempio, la maggior parte dei posti letto, dai 16 ai 18 su 21, sono destinati ai pazienti oncologici».
Però da 5 giorni è cresciuto l’allarme, da quando cioè il reparto al primo piano ha chiuso e l’area polispecialistica è stata spostata al secondo piano, con appena 8 posti letto a disposizione, una decisione della direzione sanitaria resa necessaria dal periodo di ferie: «Questo ha destato un po’ di preoccupazione – riprende Di Leo – anche per il mancato trasferimento di tutto il personale infermieristico. Su questo abbiamo aperto subito un confronto con la direzione aziendale, necessario per seguire attentamente la situazione nelle prossime settimane. In questi primi cinque giorni non si sono registrati particolari difficoltà, ma stiamo sempre all’erta, pronti comunque a rivedere il piano in caso di necessità, in attesa del primo ottobre quando ritorneremo al nostro piano».
«Non è un’emergenza – ribadisce da parte sua Majno – è flessibilità organizzativa: accade in tutti i periodi estivi in tutti gli ospedali del mondo». (l.s.)
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