Sicurezza
Inchiesta sul trasferimento di una funzionaria: sentito l’ex direttore generale della Provincia di Prato
Giancarlo Cecchi è indagato insieme al sindaco di Montecatini e ad altre tre persone per il reato di falso
PRATO. Giancarlo Cecchi, ex direttore generale della Provincia di Prato, è comparso davanti al giudice dell’udienza preliminare Angela Fantechi nel processo che lo vede imputato insieme al sindaco di Montecatini, Giuseppe Bellandi, e ad altre tre persone per falso materiale e ideologico in relazione all’assunzione alla Provincia di Prato di una dirigente del Comune di Montecatini. L’ipotesi formulata in origine dal sostituto procuratore Giuseppe Ledda (ora trasferito a Firenze) è che gli imputati, per i quali il 12 luglio 2013 è stato chiesto il rinvio a giudizio, abbiano retrodatato alcuni documenti per consentire l’assunzione a Prato della dipendente Rossella Bonciolini nel gennaio 2011, proprio nei giorni in cui entravano in vigore di nuove norme in materia di assunzione di personale da parte degli enti pubblici. Norme che avrebbero reso più difficile il trasferimento. Nel procedimento sono imputati a vario titolo anche la funzionaria della Provincia di Prato Catia Calamai e il segretario generale Massimo Migani.
In particolare a Cecchi si contesta di aver indotto Migani ad adottare una determina falsamente retrodatata al 31 dicembre 2010, alla Bonciolini di aver avallato l’operazione, a Catia Calamai e Massimo Migani di aver materialmente inserito il documento nel sistema informatico della Provincia di Prato. Al sindaco Bellandi la Procura contesta di aver sottoscritto, su sollecitazione della Bonciolini, una nota di nulla osta al trasferimento. Secondo il magistrato la firma è stata apposta in data non anteriore al 17 gennaio 2011, ma sul documento figura la data del 31 dicembre 2010.
Migani, Bonciolini e Calamai sono accusati inoltre di aver tentato di aver preparato una successiva versione della determina aggiungendo un capoverso e di aver tentato di distruggere la documentazione senza riuscirci perché il funzionario dell’Area tecnica, «richiesto di sostituire l’atto con la nuova versione», consegnò entrambi i testi al suo dirigente che poi si rivolse alla guardia di finanza facendo nascere l’inchiesta.
Massimo Migani è accusato anche di abuso d’ufficio per aver procurato un ingiusto vantaggio all’avvocato fiorentino Gaetano Viceconte affidandogli un incarico di assistenza legale senza trasmettere l’atto al collegio dei revisori.
L’ex direttore generale Giancarlo Cecchi, difeso da Mauro Cini, ha spiegato le sue ragioni al giudice (mentre per una curiosa coincidenza nell’aula attigua il presidente della Provincia Lamberto Gestri ringraziava il procuratore capo Piero Tony, al passo di addio, per il lavoro svolto in questi anni). L’udienza è stata aggiornata a ottobre, quando verranno sentiti gli altri imputati, prima della decisione sull’eventuale rinvio a giudizio.
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