Sicurezza
Strage Macrolotto, accolta la costituzione di parte civile di sindacati, Comune e parenti
È iniziato a Prato davanti al giudice Fanales il processo nei confronti dei fratelli Pellegrini, proprietari del capannone in affitto alla Teresa Moda, la confezione in cui morirono sette operai cinesi. Assenti gli imputati. L'Inail ha accantonato un milione e 650mila euro per i familiari delle vittime
PRATO. Il giudice monocratico Giulio Fanales ha ammesso la costituizione di tutte le parti civili, fatta eccezione per la Cgil nazionale e per quella regionale, al processo con rito immediato nei confronti di Giacomo e Massimo Pellegrini, accusati di omicidio colposo plurimo in relazione all'incendio della confezione Teresa Moda di via Toscana nel quale lo scorso 1° dicembre trovarono la morte sette operai cinesi.
Il processo è iniziato alle 9,15 davanti al giudice Fanales e al pubblico ministero Lorenzo Gestri con la costitituzione delle parti civili. I due imputati, proprietari del capannone affittato alla confezione e difesi da Alberto Rocca, Luca Bisori, Michele Nigro e Valerio Valignani, non sono presenti in aula.
Si sono costituite parte civile l'Inail, i sindacati Cgil, Cisl (presente il segretario Stefano Bellandi) e Uil insieme alla Filctem Cgil (chimici e tessili, presente il segretario Massimiliano Brezzo), il Comune di Prato e una ventina di parenti delle vittime, assistiti dagli avvocati Veltri, Bove e Chen. Le parti civili hanno chiesto la citazione del responsabile civile, l'immobiliare Mgf dei fratelli Pellegrini. Nell'aula grande al secondo piano del Palazzo di giustizia sono presenti decine di persone, nei primi banchi gli avvocati difensori e di parte civile, in fondo 17 cinesi, parenti e conoscenti degli operai morti. L'avvocato Rocca ha chiesto il tempo di esaminare la costituzione delle parti civili e l'udienza è stata aggiornata alle ore 13.
"Vivo a Prato da 40 anni e da 20 anni c'è una forte immigrazione cinese - ha aggiunto l'avvocato Rocca criticando il sindacato - ma non ho mai visto una manifestazione contro la riduzione in schiavitù degli operai cinesi". Difese contrarie anche alla costituzione dell'Inail. L'avvocato Rocca ha sostenuto che l'accusa non parla di corresponsabilità ma di concausa.
Quanto al Comune, secondo le difese l'interesse rappresentato è generico. E non può essere giustificato dalla firma del Patto per Prato Sicura, perché si tratta di un accordo che vuole contrastare comportamenti diversi da quelli contestati ai fratelli Pellegrini.
L'avvocato Giorgio Frezza, per conto della Filctem regionale, ha invece ribadito il diritto dell'ente a costituirsi e chiedere i danni. "Gli imputati - ha detto - erano perfettamente a conoscenza dello stato in cui si trovava l'immobile e viene loro contestato proprio il concorso nell'omicidio colposo con l'aggravante della previsione dell'evento. "Abbiamo parlato di riduzione in schiavitù - ha aggiunto Giuseppe Botta per la Filctem nazionale - Come italiano mi sento offeso per quello che avviene in quelle fabbriche".
Ha insistito per la costituzione di parte civile anche l'avvocato Giuseppe Quartararo dell'Inail, che ha già quantificato il danno in un milione e mezzo di euro. O meglio, ha annunciato che l'istituto ha stanziato 1.651.000 euro per la rendita che spetta agli eredi. "Mi aspettavo che ci fosse un numero maggiore di parti civili - ha detto - I proprietari del capannone hanno affittato ben sapendo a che cosa andavano incontro".
Dopo aver accolto la gran parte delle costituzioni di parte civile, il giudice Fanales ha rinviato al 17 luglio, quando gli avvocati difensori discuteranno una serie di questioni preliminari.
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