Il Tirreno

Prato

La Provincia vende i propri gioielli

di Francesco Albonetti
La Provincia vende i propri gioielli

All’asta alcuni negozi e i palazzi Novellucci e Gori. Nella manovra da 8 milioni tagli alla cultura e il ritocco di una tariffa

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PRATO. La Provincia chiude la propria attività istituzionale ufficiale, prima di trasformarsi in un nuovo ente, con una pesante manovra sul bilancio già approvato nell’aprile scorso. Una manovra da circa 8 milioni che, a detta degli amministratori, si rende necessaria per far fronte al contributo di 2 milioni 140mila euro chiesto dallo Stato col decreto Irpef varato dal governo la scorsa settimana. Con questo ulteriore taglio, che si aggiunge a quello inferto dal governo all’inizio dell’anno, l’ente non sarebbe più in grado di pagare i creditori e completare gli investimenti su alcune importanti opere in cantiere. Ecco l’esigenza di frugare di nuovo nelle casse, in modo da poter garantire il pagamento delle ditte che ancora non hanno riscosso e il completamento di lavori importanti, alcuni dei quali già appaltati: dalla seconda corsia della Declassata all’altezza del Calice ad alcune opere idrauliche (argini e nuove casse di espansione) per mettere in sicurezza i torrenti in vista dell’autunno, fino ai lavori di edilizia scolastica. Il piano di rientro prevede tre operazioni. Vediamole.

Tagli alla cultura per 900mila euro. La prima operazione prevede un taglio di circa 900mila euro alle associazioni e alla cultura. La scure non si abbatterà sugli enti culturali più importanti (come il Metastasio, il Politeama, i musei e le biblioteche) per i quali era già stato previsto un taglio. Il presidente della Provincia, Lamberto Gestri, assicura che le associazioni continueranno a prendere il contributo per l’anno corrente, ma leggermente limato. I problemi subentreranno nel 2015, quando la Provincia non avrà più alcuna voce in capitolo sulla cultura.

Ritoccata l’addizionale sui rifiuti. La seconda operazione riguarda l’aumento della Tefa, una tariffa poco conosciuta, - in pratica un’addizionale provinciale - ma che già paghiamo dal 1993, integrandosi alle varie tasse sui rifiuti che si sono avvicendate nel corso degli anni (Tarsu, Tia, Tari e così via) . La Tefa verrà aumentata dall’1 al 4%.

Tengono a precisare gli amministratori provinciali, che «quella pratese, fin dalla sua nascita, è una delle tariffe più basse applicate in Italia». In soldoni, ogni famiglia con un appartamento di medie dimensioni pagherà da 61 a 83 centesimi al mese (8-10 euro l’anno), mentre per un negozio di 100 metri quadrati un commerciante pagherà una tariffa di 2,24 euro al mese, circa 26 euro l’anno. Da questa manovra la Provincia conta di ricavare un gettito di 2,2 milioni di euro.

Vendita degli immobili. Infine, la parte più consistente (incasso presunto 6,2 milioni) arriverà alla Provincia dalla vendita di alcuni immobli di sua proprietà. Andrà all’asta il palazzo Novelucci, per un valore stimato di 3 milioni e 750mila euro. Stessa sorte per palazzo Gori, l’ex sede della Misericordia in via Convenevole. Ma in questo caso si tratta di una permuta. Le imprese che decideranno di acquistare l’immobile, che ha destinazione abitativa, dovranno garantire dei lavori di ampliamento delle scuole che hanno bisogno di nuove aule in virtù dell’aumento di iscritti. Infine, la Provincia mette in vendita la decina di negozi che si trovano al piano terra del palazzo Banci-Buonamici, in via Ricasoli. I negozianti affittuari avranno diritto di prelazione. L’ente spera di ricavare da questa vendita 1,8 milioni di euro.

Gestri: «Un’assunzione di responsabilità». Per il presidente della Provincia, Lamberto Gestri, questa manovra va letta come «una assunzione di responsabilità - Potevamo lavarcene le mani, paralizzando tutto e scaricando sui cittadini e sui Comuni le difficoltà. Abbiamo fatto la scelta dell’assunzione di responsabilità per pagare le imprese che fanno i lavori, riaprire le scuole a settembre, sistemare gli argini di Ombrone e Bisenzio in tempo per affrontare le piogge autunnali e garantire possibilità di investimenti per il futuro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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