Sicurezza
Destino ancora incerto per i 160 dipendenti
Nasce il nuovo ente guidato dall’assemblea dei sindaci ma le funzioni non sono state ancora ripartite
PRATO. Nel giorno in cui si consuma l’ultimo atto amministrativo della “giovane” Provincia di Prato, è tutto abbastanza chiaro sull’iter di passaggio verso l’ente che andrà a sostituirla. Ma non si ancora niente sul destino dei 160 dipendenti. «Devono ancora essere ripartite fra i vari enti le funzioni attualmnente attribuite alla Provincia - spiega il presidente Gestri - Su questo passaggio fondamentale stiamo aspettando il decreto del presidente del Consiglio dei ministri, che ci è stato annunciato entro l’8 luglio (la tempistica è dettata dalla stessa legge che ridisegna le Province) e poi la decisione della Regione, prevista entro ottobre». Dipendenti sulle spine, dunque, ma non tutti allo stesso modo. Pare quasi certo che alcune funzioni siano destinate ad essere assorbite dalla Regione, che diventerà il prossimo datore di lavoro per una parte del personale, principalmente coloro che sono impiegati nella formazione e lavoro, quindi i dipendenti del Centro Impiego Fil. Molta incertezza sull’agricoltura e la caccia e pesca, mentre il Tpl (il piano del trasporto locale) passerà anch’esso alla Regione.
Quanto agli amministratori, da oggi si entra in una fase di interregno, nel quale il presidente Gestri e gli assessori Giorgi, Arrighini, Ferrara, Marchi, Menchetti e Napolitano continueranno a svolgere le proprie mansioni limitandosi all’ordinaria amministrazione e a titolo gratuito. Entro il 30 settembre sindaci e consiglieri dei comuni della provincia elegeranno il nuovo consiglio dell’ente di secondo livello che sostituirà la Provincia. Questo consiglio resterà in carica due anni, mentre il presidente, scelto fra i sindaci del territorio, durerà 4 anni e verrà scelto entro il 31 dicembre di quest’anno. Il primo consiglio provinciale dovrà occuparsi degli atti preparatori e delle modifiche statutarie, che dovranno essere approvate entro la fine dell’anno dall’assemblea dei sindaci. Dovranno essere stabiliti anche i criteri per individuare beni e risorse finanziarie, umane, strumentali e organizzative connesse all’esercizio delle funzioni da trasferire. Entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge, siamo quindi all’8 ottobre prossimo, la Regione deve provvedere a dare attuazione al riordino per la parte di sua competenza. (f.a.)
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