Il Tirreno

Prato

La cronistoria, dal rogo all’ultimo saluto

Sette mesi di disperazione e di proteste durante i quali la procura indaga e poi arresta 5 persone

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PRATO. La cronistoria di una tragedia. 1° dicembre: sette operai cinesi muoiono nell'incendio della confezione Teresa Moda in via Toscana al Macrolotto. Rogo provocato dal mancato rispetto delle condizioni di sicurezza all'interno del capannone.

4 dicembre: la comunità cinese esce allo scoperto: centinaia di orientali alla fiaccolata in ricordo delle vittime davanti alla confezione bruciata.

5 dicembre: il sostituto procuratore Lorenzo Gestri indaga per omicidio colposo plurimo la prestanome che risulta titolare dell'azienda, Li Jianli, tre gestori di fatto cinesi e i due fratelli Massimo e Giacomo Pellegrini, proprietari dell'immobile tramite l'immobiliare Mgf.

11 dicembre: quattro associazioni della comunità cinese diffondono un appello ai connazionali per il rispetto delle regole.

13 dicembre: il ministro dell'Interno Angelino Alfano promette un maggiore impegno dello Stato per risolvere i problemi della sicurezza a Prato e il presidente della Regione Enrico Rossi annuncia un piano per l'assunzione di decine di tecnici della prevenzione.

30 dicembre: via libera della Procura alla sepoltura dei sette operai cinesi morti alla Teresa Moda.

8 gennaio: i parenti delle vittime protestano davanti al Consolato cinese di Firenze, vogliono essere risarciti.

24 gennaio: celebrati alla Pubblica Assistenza i funerali di una delle sette vittime dell'incendio.

27 gennaio: i parenti delle vittime si accampano in una confezione di via Val d'Aosta, , insistono per il risarcimento e non danno il nulla osta ai funerali.

14 marzo: le autorità pratesi ricevute dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per parlare del "caso Prato".

20 marzo: scattano cinque arresti nell'inchiesta sull'incendio, sono i tre gestori di fatto della confezione, le sorelle Lin Youli, Lin You Lan, il marito di una delle due Hu Xiaoping (in carcere) e dei due fratelli proprietari dell'immobile, Massimo e Giacomo Pellegrini (ai domiciliari).

18 aprile: la Procura ottiene il giudizio immediato per i due italiani e i tre cinesi arrestati.

11 giugno: vengono fissati i funerali di sei delle sette vittim. Resta l'incognita sui risarcimenti. Ambasciata e Consolato non hanno fornito aiuti economici ai connazionali.

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