Il dolore
Forza Italia: «Travolti da Renzi»
Il partito di centrodestra analizza le elezioni amministrative
PRATO. Dopo la sconfitta elettorale, Forza Italia si lecca le ferite.
Il partito di Berlusconi si ferma per analizzare cosa è andato storto alle comunali che hanno consegnato nelle mani degli amministratori del centrosinistra le chiavi del governo della città. La riflessione è cominciata ieri sera nel salone dell’hotel Palace, dove il coordinatore provinciale Riccardo Mazzoni ha incontrato militanti ed eletti per iniziare con loro un percorso che dovrà servire prima di tutto a ricompattare il centrodestra.
«Dopo essere riusciti a conquistare la maggioranza in un Comune governato da 63 anni di centrosinistra, ci sarebbe voluto più spirito di responsabilità», ammette il senatore di Forza Italia mettendo in evidenza una serie di errori commessi negli ultimi cinque anni, come quello di non riuscire a «guarire dalla malattia che porta il centrodestra a spaccarsi non appena arriva al governo». «Sono state fatte tante buone cose per Prato – dichiara – ma non è un mistero che i contrasti ci sono stati».
«In questi cinque anni c’è stata una guerra che ci ha tolto energie nel lavoro quotidiano di contatto con la gente – fa notare il consigliere Alessandro Giugni – ci sarà da lavorare di più sulla comunicazione, siamo rimasti in quattro». Il basso numero di presenze all’incontro, una sessantina in tutto, è il segno evidente della fase critica che sta vivendo il partito anche a causa della situazione nazionale di cui risente. «Essendo il coordinatore, mi sento responsabile di una sconfitta storica – afferma Mazzoni – non so se a ottobre ci sarà il congresso o se verranno fatte le primarie, ma qualcosa a Roma dovrà muoversi. Un grande partito come il nostro non può essere lasciato in queste condizioni. Da settembre continuerò a dare il mio contributo da parlamentare, e la raccolta di firme per il presidenzialismo, sarà la prima occasione per mobilitarci».
A portare via manciate di voti ha contribuito anche l’effetto Renzi, nonostante Mazzoni abbia tenuto a sottolineare che l’elettorato di Forza Italia non ha votato a sinistra, attribuendo parte di colpa della sconfitta agli assenteisti delle urne. «Siamo passati da 20 a 4 consiglieri, ma sono convinto che da questi amministratori ormai collaudati si debba ripartire», aggiunge riferendosi a Giugni, Berselli, Pieri e Silli , tutti e quattro presenti all’incontro.
«Siamo stati travolti da uno tsunami chiamato Renzi – spiega – a dimostrazione del fatto che nella politica di oggi vince chi ha un leader, come successe a noi nel 2009 dopo aver portato a Prato Silvio Berlusconi». Non sono mancate le recriminazioni nei confronti del presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, il quale «in barba ai vincoli del patto di stabilità ha dichiarato di voler finanziare Gonfienti, acquistare la fattoria delle Cascine di Tavola e potenziare il corpo di polizia municipale di 50 agenti quando noi ne abbiamo potuti assumere soltanto 19 in cinque anni. Da dove sono sbucati i soldi?». Più volte, nel corso del dibattito, è stato sollevato il problema della comunicazione che la dirigenza intende provare a risolvere da settembre con l’apertura di una sede.
Barbara Burzi
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