Il dolore
Asili comunali, addio attese iscrizioni dimezzate dal 2013
La crisi economica ha inciso pesantemente sul bilancio delle famiglie pratesi che si sono trovate costrette a dover rinunciare al servizio
PRATO. Un tempo si ragionava in termini di liste d’attesa. Mamme che bussavano alla porta dell’asilo comunale e la trovavano chiusa per “overbooking” nelle iscrizioni. Nei dieci nidi facenti capo al Comune ora invece di posto ce n’è in abbondanza.
In graduatoria, per l’anno 2014/2015, sono segnati 132 bimbi ma se venti è la media dei posti a disposizione nei dieci nidi comunali, questo significa che le iscrizioni si sono quasi dimezzate. Il trend del calo di iscrizioni ai nidi, che non è propriamente una novità a Prato, è subito balzato agli occhi del neo assessore alla Pubblica istruzione Maria Grazia Ciambellotti che, di fronte a tanti posti mai così liberi come quest'anno, farà nei prossimi giorni una riflessione per cercare di correre ai ripari. Vero è che solitamente la retta dei nidi comunali non si discosta molto da quella che le famiglie pagano nelle strutture accreditate e convenzionate, 33 quelle presenti a Prato: da sempre vengono erogati dei contributi e il meccanismo è quello del credito d’accesso a copertura parziale della tariffa, che viene determinato sulla base dell’Isee familiare.
«Indubbiamente – sottolinea Ciambellotti – la crisi economica ha contribuito molto nel far diminuire le iscrizioni ai nidi: da un primo monitoraggio ci risulta che le strutture comunali abbiano la metà delle iscrizioni. La nostra offerta educativa è d'eccellenza e si basa su un sistema integrato pubblico-privato che ha fatto da modello ad altre amministrazioni. Dobbiamo cercare di recuperare una politica di sostegno alle famiglie intervenendo anche sulla parte organizzativa, magari rivedendo gli orari di apertura per renderli più flessibili. Le rette dei nostri nidi comunali sono più basse che in altri comuni». (m.l.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
