La manifestazione
Prato, il primo nido a domicilio è di tata Andrè
Apre a Maliseti la casa attrezzata dell’educatrice-imprenditrice Marseglia che potrà accogliere fino a sei bambini
PRATO. L’appartamento di via di Maliseti è di proprietà, un trilocale a piano terra lasciato in eredità da nonna Giulia. Al posto dei divani e dei tavoli del soggiorno, giochi per bambini, lettini e tappetoni con una spruzzata di verde e arancione a vivacizzare le pareti. Lì dentro, in quella porzione di 20 metri quadrati di spazio arredati a misura di bimbo, la 29enne Andrè Marseglia ha messo le ali a un sogno: lavorare da casa propria aprendo le porte ad altri bebè, fino a un massimo di sei.
"La casa dei sogni” diventa così il primo nido domiciliare autorizzato dal Comune dotato di cucina interna, pronto per entrare in funzione dal prossimo 1 settembre. E’ anche una lezione di coraggio imprenditoriale perché la ragazza, educatrice di nido con una laurea in Scienze dell’infanzia in tasca, nel luglio 2013 si è vista non rinnovare il contratto a tempo determinato dalla cooperativa di cui era dipendente (in realtà, si trattava del terzo rinnovo e dunque avrebbero dovuto attuare la conversione in tempo indeterminato). A distanza di pochi giorni dal matrimonio, per lei fu un’autentica doccia fredda. Poi, la morte della nonna con il suo testamento che in quella casa la nipote potesse esaudire il suo desiderio. André si è guardata intorno, in fondo il progetto di aprire un nido aveva sempre fatto parte delle sue corde.
«Troppo alti i costi da sostenere per il locale. Una volta disoccupata, mi venne in mente l’idea del nido domiciliare, approfittando della disponibilità della casa e ben sapendo che il regolamento comunale in materia, che a sua volta recepisce la normativa regionale, prevedeva questa possibilità ».
In verità, era stata la mamma di un bambino che frequentava il nido di Poggio a Caiano, all’epoca in cui Andrè lavorava lì, a metterle una pulce nell’orecchio. Così la giovane sposa decide di rivolgersi ai servizi educativi del Comune che la seguiranno poi scrupolosamente, passo dopo passo. Realizzare un mini-nido tra le mura di casa, tra permessi comunali e sopralluoghi dell’Asl, non è proprio una passeggiata: Andrè ha dovuto mettere in sicurezza tutti gli spazi sbarrando l’accesso alla cucina con un cancelletto, recintare il camino e tappare le prese della corrente.
«In realtà non è poi stato così complicato, il personale degli uffici comunali si è mostrato molto disponibile. All’inizio c’era un po’ di scetticismo vista l’ampia disponibilità di posti liberi nei nidi comunali, ma la mia rappresentava una situazione ideale per una serie di presupposti favorevoli: la casa di proprietà e la zona di Maliseti dove da sempre scarseggiano i servizi educativi». Dopo sei mesi, esattamente ad aprile, arriva il rilascio dell’autorizzazione e Andrè è pronta per l’avventura di imprenditrice-educatrice. Ci sono già tre bimbi iscritti che a settembre varcheranno quella casetta colorata di via di Maliseti, dall’atmosfera più intima e familiare rispetto a un nido tradizionale. E tra gli arredi spunta anche la poltrona di nonna Giulia che Andrè ha voluto lasciare al suo posto per l'angolo lettura.
«Posso accogliere fino a un massimo di sei bambini tra i 3 e 36 mesi per il modulo corto fino alle 14, almeno per i primi tempi. A settembre farò la richiesta di accreditamento che dà alle famiglie la possibilità di usufruire dei voucher regionali per risparmiare». L’asilo sarà aperto anche di sabato e, su richiesta per un minimo di tre bimbi, anche ad agosto. La retta? Più contenuta rispetto ai prezzi di un nido privato. Info: lacasadeisogni.andry@gmail.com
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
