Lutto
Prato, il Pecci capofila dell’arte contemporanea
L’assessore regionale alla cultura Sara Nocentini rassicura: «I 9 licenziati sono una priorità»
PRATO. «Non avevo visto la parte nuova del Pecci, ma può davvero diventare il centro d’arte contemporanea d’eccellenza» così l’assessore regionale alla cultura Sara Nocentini, al termine della visita al Centro Pecci. «Chiederemo a tutti i soggetti di dare il loro contributo , così come da parte nostra confermo gli impegni presi- continua Nocentini- Avremo a breve un incontro con il sindaco Biffoni per definire le convenzioni e i finanziamenti, ma posso assicurare che il Pecci avrà il coordinamento dell’arte contemporanea toscana».
L’assessore regionale ha prima visitato il nuovo edificio museale, per poi incontrare il nuovo direttore Fabio Cavallucci e il cda, insieme al l’assessore Simone Mangani , mentre il sindaco Matteo Biffoni era impegnato in consiglio comunale. Sul tavolo tante questioni rimaste in sospeso, cominciando da finanziamento di 1 milione e mezzo per restaurare il vecchio edificio e allestire la parte esterna , già promesso da tempo ma mai deliberato, così come va rivisto l’accordo triennale per finanziare l’unico museo regionale di arte contemporanea.
«E’ importante che la Regione contribuisca quanto il Comune- spiega Cavallucci- così come va attribuito al Pecci il ruolo deciso 4 anni fa, come centro di coordinamento delle attività di arte contemporanea toscana così come per Prato». Intanto mercoledì c’è stato il secondo incontro voluto da Cavallucci per elaborare un progetto strategico innovativo.
“Il Centro Pecci deve essere effettivamente un Centro dove le varie arti convivono?” ecco la domanda s a cui hanno risposto affermativamente Massimo Luconi del Teatro Metastasio, Davide Venturini, del Tpo, Silvia Lucchesi de Lo Schermo dell’Arte Film Festival, Marco Imponente, di Controradio, Giancarlo Cauteruccio di Teatro Studio Krypton. Erano presenti anche i nove dipendenti licenziati, mentre è stata resa nota la lettera inviata da l presidente di Ap’arte Attilio Maltinti, dove i soci dell’associazione chiedono che non vengano smantellati i dipartimenti Cultura e territorio, didattica e biblioteca, così come che vengano espletate tutte le possibilità di ricollocamento lavorativo dei licenziati. L’associazione Ap’arte esprime il consigliere in quota soci ordinari nel cda del Pecci, che però ha votato a favore dei licenziamenti. « I 9 licenziati sono una priorità» ha assicurato l’assessore Nocentini.
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