Sicurezza
Prato, flash mob contro la chiusura per ferie di oncologia
La protesta della lista Prato libera e sicura. Aldo Milone: «E’ impensabile che un servizio così importante chiuda in estate. Mi auguro che il presidente Rossi trovi le risorse necessarie». Lettera della Cisl all’assessore Marroni per chiedere assunzioni
PRATO. Un flash mob per protestare contro la chiusura per ferie della sezione polispecialistica (di cui fa parte anche oncologia) del Santo Stefano. L'iniziativa è della lista Prato Libera e Sicura che venerdì 20 giugno, ha organizzato nella piazza dell'Ospedale, una coreografia particolare; tutti vestiti di nero con uno striscione sul quale si legge: "La giunta Toscana è senza cuore".
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«Il governatore Rossi – ha spiegato Aldo Milone – ha trovato i soldi per acquistare la Fattoria medicea, ma ha deciso di chiudere temporaneamente uno dei servizi più importanti dell’ospedale. L’oncologia è anche il fiore all’ occhiello della sanità locale, un punto di riferimento per molti».
Mentre gli attivisti della lista manifestavano, Massimo Cataldo, segretario territoriale Cisl Fp, ha protocollato una lettera indirizzata ai vertici dell’Asl 4. «Lo scopo è porre all’attenzione dei vari livelli istituzionali la drammatica situazione in cui versa l’ospedale di Prato, chiedendo con forza un intervento a rafforzamento dei necessari servizi assistenziali». Firmata da oltre quattrocento dipendenti tra medici, infermieri, tecnici e amministrativi, verrà anche recapitata all’assessore alla sanità Luigi Marroni.
Cataldo ha stimato che nel periodo di agosto al Santo Stefano verranno soppressi almeno 90 posti letto: «In sostanza chiediamo che l’emergenza dovuta alla carenza dell’organico venga risolta definitivamente, mancano ad esempio sette tecnici di radiologia oltre ad altre figure professionali». In realtà, anche nella sanità, esiste dal 2004 una sorta di patto di stabilità che blocca le assunzioni, ma secondo Cataldo, visto che la situazione è decisamente cambiata rispetto a cinque anni fa si può ottenere qualche risultato: «Possibile che non ci si renda conto che in questa azienda serve un punto di svolta che veda un incremento non solo dei servizi, e dei conseguenti carichi di lavoro, ma anche dei professionisti dell’assistenza, che con abnegazione e senso di responsabilità continuano a garantire il servizio di cui i cittadini hanno un drammatico bisogno?».
Anche Sandro Malucchi della Fp Cgil denuncia una situazione difficile: «Sul territorio pratese ci sono 1,06 addetti alla sanità ogni 100 abitanti a fronte di una media regionale pari a 1,29. Qualora Prato fosse in media con il rapporto regionale, gli operatori sanitari dovrebbero essere complessivamente 3.206, ovvero 569 in più degli attuali. Occorre pertanto un intervento da parte della Regione Toscana che dovrà permettere il riallineamento di Prato al resto della Toscana. Ciò creerebbe la condizione di dover chiudere i posti letto in ospedale durante il periodo estivo. L’assessore regionale alla sanità Marroni dovrà dare delle risposte a questo territorio».
La versione dell'Asl 4 era già stata fornita nei giorni scorsi. "C’era la necessità di concedere un po’ di ferie agli infermieri che l’anno scorso le hanno saltate per il trasferimento dell’ospedale - aveva detto Marcello Amato, direttore dell’Area medica - La soluzione è stata di identificare un setting di 22 letti della polispecialistica, quella dove sono ricoverati anche i pazienti oncologici e distribuire questi posti, in modo per quanto possibile omogeneo, in altre unità operative di competenza dell’ospedale. Per il resto non cambia nulla: i pazienti continueranno a ricevere esattamente le stesse cure e prestazioni della polispecialistica: a nessuno sarà sottratta l’assistenza".
Sabato 21 giugno in piazza san Francesco, dalle 9 alle 12,30, sarà allestito un gazebo per informare i pratesi su quello che succederà al Santo Stefano durante i mesi estivi.
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