Sicurezza
Sui funerali dei cinesi morti alla Teresa Moda resta l’ombra dei risarcimenti
Sabato 21 gennaio le esequie in piazzale Ebensee, ci sarà anche una cassetta per raccogliere offerte. Da Ambasciata e Consolato non sono arrivati aiuti economici ai parenti delle vittime. Il presidente della Repubblica invia un messaggio e una corona di fiori
PRATO. Sabato 21 giugno, passati 203 giorni dalla tragedia del Macrolotto, l’incendio del 1° dicembre alla confezione Teresa Moda nel quale hanno perso la vita sette operai cinesi, torneranno ad accendersi i riflettori su Prato in occasione dei funerali di sei delle sette vittime a piazzale Ebensee. Sono passati più di sei mesi da quell’alba tragica e finalmente quel che resta di quattro uomini e due donne potrà trovare una degna sepoltura, ma intanto si scopre che la mobilitazione suscitata dalla strage del Macrolotto si è esaurita in gran parte in polemiche politiche, mentre si trovano poche tracce del sostegno concreto ed economico alle famiglie che hanno perso i propri cari, soprattutto da parte del Consolato e dell’Ambasciata cinese in Italia.
Oggi, 19 giugno, l’avvocato Tiziano Veltri, che assiste cinque delle sette famiglie cinesi nel processo a carico dei due proprietari italiani del capannone di via Toscana (giudizio immediato, prima udienza 25 giugno) e in quello a carico dei tre cinesi gestori di fatto della confezione (rito abbreviato, prima udienza ancora da fissare), ha tenuto una conferenza stampa nella sede della Pubblica Assistenza L’Avvenire. Per dire sostanzialmente due cose. La prima è un ringraziamento che i familiari vogliono estendere a chi in questi mesi li ha aiutati: la Questura per i permessi di soggiorno temporanei, la Regione (è ancora in piedi l’idea di un risarcimento legato alla legge sugli infortuni sul lavoro), il Comune, l’Inail, la Pubblica Assistenza e la comunità cinese. La seconda è che in occasione dei funerali verrà messa in piazzale Ebensee una cassetta per raccogliere offerte destinate alle famiglie, che a tutt’oggi, spiega l’avvocato, «non hanno mezzi di sostentamento».
E qui si arriva alle note dolenti, perché di fatto, par di capire, i soldi che erano stati promessi da più parti ai familiari delle vittime non sono arrivati, ed è questo il motivo per cui i funerali non sono stati celebrati. Nelle carte dell’inchiesta del sostituto procuratore Lorenzo Gestri ci sono tracce di transazioni (110.000 euro a famiglia) fatte o tentate da una delle due sorelle Lin poi arrestate, ma l’avvocato Veltri dice di non avere informazioni su cifre versate. I parenti degli operai morti, seduti lì accanto nel salone della Pubblica Assistenza, dicono di non aver ricevuto risarcimenti. «E comunque - aggiunge Veltri - se anche ci fosse stato un versamento si tratterebbe di un acconto, perché una vita umana vale più di 110.000 euro. In ogni caso, ci costituiremo parte civile anche contro i tre cinesi accusati di essere stati gestori di fatto della confezione».
L’avvocato aggiunge che un’associazione cinese di Milano avrebbe raccolto 20.000 euro, ma i soldi non sono ancora arrivati. Quel che è certo è che né il Consolato di Firenze, né l’Ambasciata cinese di Roma, né la comunità cinese di Prato (tolto vitto e alloggio) hanno fornito un aiuto economico ai familiari dei loro connazionali morti nell’incendio. Il motivo non sarà mai spiegato ma è intuibile: i familiari delle vittime hanno infranto una legge non scritta, sono andati prima a protestare davanti alla sede del Consolato a Firenze, poi davanti all’Ambasciata a Roma. E probabilmente la cosa non è piaciuta, né a Roma né a Pechino. Da Firenze si limitano a dire che «il Consolato ha fatto la sua parte» e che «se la situazione economica non si fosse sbloccata, i funerali non sarebbero stati fatti».
In serata la Prefettura ha reso noto che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano "ha voluto manifestare la propria vicinanza ai familiari delle vittime, alla comunità cinese ed alla città di Prato, inviando una corona di fiori con nastro tricolore che verrà deposta in occasione delle esequie da due carabinieri in alta uniforme".
Contatti: p.nencioni@iltirreno.it
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
