Sicurezza
Lavoratori irregolari in confezioni cinesi a Prato e Poggio
Controlli della squadra interforze. Sequestrati i capannoni e i macchinari, rimosse bombole gpl
PRATO. La squadra interforze composta da militari dell'Arma del Comando Provinciale e da quelli del Nucleo Ispettorato del Lavoro, nonché dai vari enti deputati al controllo, hanno sottoposto a verifica cinque laboratori gestiti da cinesi nei Comuni di Prato e Poggio a Caiano.
Sono stati denunciati in stato di libertà per avere favorito la permanenza di immigrati clandestini sul territorio nazionale tre cittadini cinesi e residenti a Perugia, Prato e San Posidonio (Modena) e titolari delle aziende di Prato. I tre, insieme ad altri due cinesi residenti a Poggio a Caiano e titolari delle ditte poggesi, sono stati denunciati per violazioni urbanistiche, avendo creato, senza autorizzazione, opere infrastrutturali all'interno dei capannoni che nella circostanza venivano tutti posti sotto sequestro preventivo. Nei loro confronti sono state contestate numerose violazioni relative alla destinazione d'uso d'immobili e normativa sicurezza sul lavoro e si è proceduto al complessivo sequestro amministrativo di 85 macchinari tessili nonché alla rimozione di 12 bombole Gpl.
Sulla base del decreto "Bersani", in relazione alla percentuale di lavoro sommerso riscontrato sul totale della forza lavoro, è stata disposta anche la sospensione dell'attività lavorativa nei confronti di tutte e cinque le aziende controllate. Nella circostanza venivano rintracciati complessivamente 6 stranieri irregolari, che sono stati denunciati in stato di libertà per violazione della normativa relativa al soggiorno dello straniero sul territorio nazionale. Gli stessi, al termine delle operazioni di identificazione, sono stati accompagnati all'Ufficio Immigrazione della Questura per il successivo provvedimento di espulsione.
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