Il dolore
Gruppo Lenzi, da quattro mesi operai senza Cigs
Vaiano: un gruppo di ex dipendenti non riscuote l’assegno da febbraio e senza spiegazioni. Le proteste
VAIANO. Da febbraio un gruppo di ex lavoratori del gruppo Lenzi non riceve l'assegno della Cassa integrazione straordinaria. Gianluigi Dorsi, Daniele Leoni e Daniela Annovazzi, dipendenti dell' Lenzi Egisto, hanno optato per il prolungamento della cassa, invece che per la mobilità, ma da diversi mesi non riscuotono. «Sapevamo – spiega Leoni – che ci sarebbe stato qualche mese di stop, ma non immaginavo che passasse così tanto tempo. Del resto non avevo altra scelta:sono over 50 e qualche mese in più di mobilità mi può dare una maggiore possibilità di trovare lavoro. Comunque è molto umiliante dover dipendere economicamente dagli altri. In tutto questo non avere risposte certe e neppure un minimo di spiegazione di quello che sta succedendo contribuisce ulteriormente a rendere la situazione pesante». I pagamenti che i più fortunati hanno riscosso a marzo riguardano la prima tranche della Cigs che ha coperto tutto il 2013 ed è scaduta a metà gennaio di quest'anno, recentemente è stata accordata, a chi ha fatto richiesta la proroga che arriva fino alla metà di agosto, ma per ora nessun assegno. “A questo punto credo – spiega Daniela Annovazzi – che ci pagheranno tutto insieme, ma questo non è un procedimento corretto. Io mi trovo in una situazione privilegiata, ma per tanti miei ex colleghi la questione è molto più pesante e seria. Comunque, neppure io, nonostante le promesse, sono riuscita a trovare un nuovo lavoro”. Intanto si avvicinano date certe per il concordato delle varie aziende che componevano il gruppo. Lenzi Egisto si avvia verso l'omologa del concordato, probabilmente prima dell' estate, per Tessitura Vaiano è stata accettata la cassa integrazione e quindi dovrebbero arrivare i primi pagamenti a breve, il concordato invece dovrebbe essere firmato a settembre. Quattordici dipendenti di Lenzi Tecnologia sono stati assorbiti dalla LTA, gruppo Alma, mentre gli altri dodici dovranno aspettare la dichiarazione del fallimento. “Ci sentiamo abbandonati – spiega Gianluigi Dorsi – capisco che la situazione sia cambiata e non ci siano punti di riferimento aziendali, ma così non si può andare avanti. Abbiamo scelto di prolungare la cassa integrazione, ma non mi aspettavo dei tempi così lunghi”. Una tempistica che però non è imputabile né al Ministero, che ha approvato la CIGS in soli quattro mesi, nè al sindacato. “A livello locale facciamo le corse, anche insieme alla Provincia- spiega Mirko Zacchei della Cisl – ma poi i tempi istituzionali si dilatano all' infinito. Detto questo capisco che la gente debba mangiare e che non si possa stare senza l'assegno per troppi mesi».
La strozzatura quindi si crea all' Inps di Prato, potrebbe essere un problema tecnico o di cassa, ma di fatto il nodo è in via Valentini. “Le quote della CGIS – spiega Giovanni Santini Cgill – sono state garantite, i tempi di approvazione sono decisamente migliorati, il problema si verifica nel momento in cui si deve procedere al pagamento. Probabilmente c'è qualche problema all' interno dell' Inps”.
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