Rifiuti, affittacamere e Suv: il Macrolotto visto dal commercialista
Francesco Bernocchi, che ha lo studio in via del Molinuzzo, racconta come si è trasformata la zona industriale di Prato dopo il proliferare dei pronto moda
PRATO. Rifiuti accanto all’ingresso del palazzo, uffici trasformati in affittacamere, via vai giorno e notte di Suv che arrivano dall’estero e caricano grande quantità di merce. Questa è l’immagine del Macrolotto 1 vista dagli uffici del commercialista Francesco Bernocchi, che ha lo studio in via del Molinuzzo 83 e racconta quello che vede ogni giorno dalla finestra.
«Inizialmente - scrive Bernocchi - quando furono venduti i primi uffici nel 1992 il Macrolotto 1 era il gioiello delle fabbriche pratesi e "l'onda cinese" del primo insediamento industriale cinese della frazione di Iolo ancora non era giunta. Nel tempo le aziende pratesi purtroppo hanno chiuso e gli immobili sono stati affittati a confezioni di cittadini cinesi. Situazione ormai nota all'opinione pubblica. Nel Macrolotto 1 il fermento inizia la sera e per tutta la notte quando queste aziende aprono i loro show room alla clientela che proviene da tutta Europa a caricare articoli di abbigliamento confezionati che sono appesi su lunghe file di stand».
«Furgoni, camion e Tir dall'Olanda, Romania, Cecoslovacchia, Germania, Francia, Slovenia etc vengono tutte le notti a caricare una moltitudine di capi di abbigliamento pronto moda acquistati a di prezzi assai modesti. Il macrolotto è un pullulare di auto di grandissima cilindrata da 100.000 euro in su (Jeep Mercedes ML, Porche Cayenne, Audi Q7, le preferite ed altre) condotte spesso da ragazzine cinesi giovanissime (almeno così appaiono a prima vista), a dispetto del "redditometro" tutto italiano. Ma ritornando al caso di uno dei rari edifici dedicato ad uffici posto in via del Molinuzzo, un moderno palazzo di vetro a forma di ellisse di cinque piani che svetta verso il cielo. I piani alti sono occupati da società o liberi professionisti, i fondi commerciali occupati da cinesi aziende cinesi (bar, supermercato, pronto moda e lavorazioni)».
«Con il condominio da anni è in atto una battaglia sulle regole da rispettare purtroppo senza risultato. In merito ai rifiuti argomento dolente, il condominio negli anni si è prodigato per arginare il problema addirittura costruendo delle decorose isole ecologiche in area privata prima sul fronte strada poi sul retro a seguito del fatto che chiunque passasse di notte lasciava la propria immondizia arrivando a trovare dei cumuli quasi come a Napoli ai tempi dell'emergenza. Le isole ecologiche non sono bastate, a queste si è aggiunto l'abbandono di pneumatici, batterie auto, taniche di olio, cartongesso, mobili, addirittura una volta un sacco enormi di ossi forse di maiale o vitello. Il condominio ha appaltato la vigilanza ad un "guardiano" per vigilare la situazione e fare le pulizie tutte le mattine, ma questo non è bastato, di notte la spazzatura aumenta e il sabato e la domenica il Macrolotto è in mano all'incuria, ma la Asm è conscia del problema».
«Nei mesi di maggio giugno 2014 muratori cinesi molto rapidi e silenziosi senza che sia stato affisso alcun permesso edilizio sulle porte degli uffici hanno provveduto in qualche giorno a dividere con cartongesso ed arredare con materassi ed altre suppellettili che fanno supporre un dormitorio alcuni uffici originariamente a "Loft" rimasti sfitti da tempo. Una distesa di biciclette incatenate alla griglia del parcheggio o anche negli anditi del condominio appare e scompare nelle ore notturne ed al mattino, lavoranti cinesi entrano nelle stanze dopo le ore lavorative… Nelle scale sigarette spiaccicate, a volte sputi in ascensore ed altri segnale di maleducazione civile ripetutamente appaiono».
«Non è una questione di razzismo - conclude Bernocchi - ma di regole civili a cui proprio non vogliono adeguarsi e quindi considerato che la loro contribuzione per imposte, sanità, rifiuti, servizi pubblici e previdenza è pari a zero in quanto tutto circola in contanti provenienti da paesi europei dove non vigono le regole italiane sulle limitazione dei prelievi in quanto si può prelevare qualsiasi cifra in contanti e spenderla ovunque, che essendo spesso nullatenenti in quanto utilizzano immobili in affitto e auto in leasing, magari contratti in Germania, l'erario o altro nulla possono per il recupero della loro dilagante evasione. Appare indispensabile reagire per cui mettiamo qualche telecamera e facciamo qualche controllo anche semplice ma proficuo nelle ore notturne senza grande clamore e vediamo se piano piano si arriva ad una normale convivenza in una città divenuta multietnica».
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