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Prato

Quasimodo non va, la tecnologia pervasiva sì

Quasimodo non va, la tecnologia pervasiva sì

Maturità, ragazzi rilassati al termine della prima giornata di esame nelle scuole superiori di Prato

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PRATO. Rispettate le previsioni del toto-maturità, dopo 12 anni di assenza è tornata una traccia su Quasimodo, peccato che in pochi l'abbiano scelta. Molto più gettonato il tema tecnologico, anche nei licei, quasi ignorato quello di storia, abbastanza apprezzato quello sulla violenza nel Novecento.

Le tracce sono arrivate regolarmente ai vari istituti intorno alle 8,30 permettendo così il regolare svolgimento dell'esame di Stato. Per l’analisi del testo la poesia di Quasimodo “Ride la gazza, nera sugli aranci”, per quello di ordine generale una frase tratta da “Il rammendo delle periferie”, articolo di Renzo Piano pubblicato nel gennaio scorso sul Sole 24 Ore, per quello di storia “l’Europa del 1914 e quella del 2014: quali le differenze?”, per il saggio breve di ambito artistico-letterario “Il dono”, mentre il tema della “Tecnologia pervasiva”per il saggio breve in ambito tecnico-scientifico, violenza e non violenza, due volti del Novecento la traccia di ambito storico-politico, “Le nuove responsabilità” per il socio-economico.

E a proposito di tecnologia quest'anno la compilazione dei verbali online non ha creato problemi, anche se in alcuni momenti di massimo traffico la connessione è stata più lenta. All’Istituto Buzzi la sezione degli informatici è stata la prima a consegnare, alle 12,45 buona parte dei ragazzi è uscita.

«Ho scelto la traccia sulla tecnologia pervasiva – racconta Mattia Valente – mi è piaciuta subito, del resto Quasimodo non ero in grado di affrontarlo. In generale non erano, comunque, tracce impossibili». Via via che i ragazzi lasciavano i banchi si sono spostati verso l'uscita della scuola, dove oltre a scambiarsi i primi commenti, hanno anche chiamato i genitori per rassicurarli che la prima prova ormai è stata archiviata. Anche Linda Paolieri, una delle poche ragazze dell' indirizzo informatico ha scelto il tema tecnologico.

«L'ho sentito subito mio. Appena ho visto quella traccia ho capito che avrei potuto scrivere molto e in modo argomentato. Ho parlato di intelligenza artificiale e del rapporto fra etica e tecnologia». Elisa Masiero, specializzazione in chimica, invece ha preferito dare spazio al sentimento.

«Ho scelto la traccia sul dono, mi è sembrata quella più bella». Ragazzi comunque abbastanza rilassati e poco angosciati. «Ho scelto il tema socio economico - spiega Luca Matteo Todesca - che ho affrontato con tranquillità, grazie anche alla commissione che subito mi ha messo a mio agio, senza creare ulteriori pressioni». Una scelta autobiografica, invece, per Francesco Bello che ha optato per l'articolo di Renzo Piano.

«Vivo in periferia e quindi sono partito dalla mia esperienza personale spiegando quello che ogni giorno vivo e sperimento. Sono comunque soddisfatto». Tra i pochi a commentare la poesia “Ride la gazza,nera sugli aranci” Federico Franci.

«Sono arrivato a scuola con la determinazione di fare la traccia letteraria, poi ho trovato anche l'argomento che mi piaceva e su cui mi sentivo sicuro». Mentre Ren Weiwen avrebbe voluto farlo, ma poi ha optato per la traccia socio economica.

Clima tranquillo anche al Liceo Scientifico Copernico, alle 12,30 sono usciti i primi due alunni Andrea Lucidi, molto provato, che ha scelto il tema tecnologico. «Quello su Quasimodo per me era impossibile da affrontare, quindi ero indeciso fra la prova B o C. Il piano zeta era scegliere la traccia A» e Marina Mafrè, liceo linguistico che ha scelto la traccia sul dono. «Mi è subito piaciuta, perché ha molta attinenza con la mia vita: sono una scout e quindi ho iniziato dalla mia esperienza personale. Non ho scritto molto, ma credo di essere stata chiara».

Benedetta Grazian ha scelto invece la traccia socio economica. «Sono stata indecisa fra l'articolo di Renzo Piano e il tema sulla tecnologia. Poi ho scelto e l'ho intitolato Mai sputare nel piatto in cui si mangia».

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