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Prato

Il Comune di Prato a Sgarbi: “Pochi soldi e contratto confuso"

di Cristina Orsini
Il Comune di Prato a Sgarbi: “Pochi soldi e contratto confuso"

Positivo, ma finito con un niente di fatto, il primo incontro tra il critico,  il sindaco Matteo Biffoni e l’assessore alla cultura Simone Mangani

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PRATO. Garbato e disponibile. Primo incontro positivo tra il critico, nominato recentemente assessore alla cultura a Urbino, Vittorio Sgarbi, il sindaco Matteo Biffoni e l'assessore alla cultura Simone Mangani. Se da un lato, quello di Sgarbi, è stata ribadita la piena disponibilità a rispettare il contratto stipulato con la scorsa amministrazione che prevede la realizzazione di cinque progetti in ambito culturale-museale con un compenso di 70mila euro per la consulenza, da parte del Comune al critico che in dono al Comune ha portato un volume illustrato, non sono state nascoste le difficoltà.

"Prima delle quali - spiega l'assessore Mangani - riguarda il bilancio e i pochi fondi a disposizione, la seconda - prosegue - è invece relativa alla tipologia di contratto confezionato a Sgarbi dalla scorsa amministrazione nel quale non si prevedono budget da destinare a ogni singolo evento". Un problema serio, per il Comune di Prato, alle prese con un bilancio di sicuro difficile ma tutto ancora da decifrare.

Sia come sia il vulcanico Sgarbi di idee ne ha già buttate sul tavolo: prima delle quali una mostra che contamini l'arte rinascimentale, barocca e del Settecento che compone il percorso museale di Palazzo Pretorio con quella contemporanea di Martinelli piuttosto che di Crocicchi, Roberto Ferri e Nicola Samorì. Non solo,tra le "suggestioni, perché di questo si tratta - continua Mangani - delle quali si è parlato c'è l'idea di fare un'altra mostra incentrata sulle opere di Paolo Uccello e un progetto che riguarda alcuni itinerari cittadini".

Perché le idee si trasformino in progetti concreti ci sarà da fare i conti con il bilancio di previsione e con il fatto che, nonostante le iniziative di Palazzo Pretorio sia numerose e ben pubblicizzate, i visitatori sono in calo. Siamo ben lontani dei numeri boom della mostra "Officina Pratese".

Sgarbi i problemi di Prato li ha capiti, non ha nascosto una punta di amarezza per come è andata a finire la partita sulla nomina del direttore del Museo Pecci alla fine affidata a Fabio Cavallucci, né si è mostrato così entusiasta della soluzione di "ripiego" (una consulenza dai contorni ancora non ben definiti) servita al critico infuriato per la mancata nomina. "Siamo consapevoli dell'occasione rappresentata dall'impegno di Vittorio Sgarbi per la nostra città, sia per la qualità del lavoro che può svolgere, sia per la visibilità che una figura come quella del critico può dare - ha sottolineato il sindaco Biffoni -. Allo stesso tempo siamo stati chiari sulla situazione reale con cui dobbiamo fare i conti: il bilancio non consente di affrontare spese importanti e insieme dobbiamo trovare la soluzione migliore per organizzare eventi belli, ma sostenibili". Dunque, sia Comune sia Sgarbi si sono trovati d'accordo per riconvocarsi quando le idee saranno più chiare e i numeri certi.

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