Attenzione
Prato, chiusa l’inchiesta sui mutui facili dell’ex direttore Bcc
Coinvolti nella vicenda giudiziaria anche quattro immobiliaristi pratesi. L’accusa è di aver organizzato una truffa da tre milioni di euro ai danni del Banco di Lucca
PRATO. La Procura di Prato ha chiuso in questi giorni l’inchiesta che coinvolge l’ex direttore generale del Credito cooperativo Area Pratese, Stefano Solenni, e quattro immobiliaristi pratesi, tutti accusati di aver messo in piedi una truffa da tre milioni di euro ai danni del Banco di Lucca. Nell’inchiesta sono indagati anche un geometra addetto alle perizie e l’ex responsabile crediti della banca lucchese.
I fatti sui quali ha indagato prima il sostituto procuratore di Lucca Aldo Ingangi e poi il sostituto pratese Lorenzo Gestri si riferiscono al periodo compreso tra la fine del 2007 e il 2009, quando Stefano Solenni era direttore generale del Banco di Lucca, prima di approdare alla “banchina” di Carmignano.
Secondo quanto ipotizzato dai magistrati, Solenni, con la complicità del responsabile dell’ufficio crediti e del geometra, avrebbe erogato in diverse tranche a quattro immobiliaristi pratesi mutui per circa tre milioni di euro per la ristrutturazione di un rustico e di altri due immobili in provincia di Prato. Fin qui nulla di strano, è il mestiere di una banca. Il problema è che, sempre secondo la Procura, quelle ristrutturazioni non sono mai avvenute, o sono avvenute solo in minima parte. Servivano soltanto a farsi trasferire il denaro, che poi spariva e, sospettano i magistrati, finiva nelle tasche non solo degli immobiliaristi ma anche dei dirigenti di banca che avevano avallato le operazioni. Le società coinvolte sono la Immobiliare Fiorentina, la CR Immobiliare e l’Area srl. L’importo dei muti sarebbe arrivato a una delle tre società per poi essere girato alle altre due.
Tutto è filato liscio fino a quando Stefano Solenni è rimasto al Banco di Lucca, ma quando il direttore si è trasferito i nuovi vertici hanno sospettato che fossero state compiute operazioni irregolari e si sono rivolti alla Procura. Dalla fine del 2012 sulla vicenda ha indagato il Nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Lucca, che ha consegnato agli inquirenti una relazione che poi è diventata la spina dorsale dell’inchiesta. Inchiesta che nel frattempo è passata da Lucca a Prato, perché è qui, secondo l’interpretazione dei magistrati, che si è “radicato” l’eventuale reato.
Reato sulla sussistenza del quale sarà il giudice per le indagini a dire l’ultima parola quando arriverà la richiesta di rinvio a giudizio.
Stefano Solenni ha avuto le sue belle grane anche a Prato, dove risulta indagato nell’inchiesta dei sostituti Gestri e Sangermano sul presunto falso in bilancio del Credito cooperativo Area Pratese e per ostacolo alla vigilanza di Banca d’Italia. Per questo già l’anno scorso si è interrotto il suo rapporto di lavoro con la banca. Solenni è indagato anche nel filone che riguarda un prestito concesso all’Asm, la vicenda che ha portato alle dimissioni di Maurizio Bettazzi dalla presidenza del consiglio comunale.
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